Import di vino in Russia nel 2006

Nota informativa aggiornata sulla situazione del mercato russo dei vini d’importazione dopo la crisi dello scorso anno

Negli ultimi sei anni le importazioni di vini in Russia sono aumentate di quasi quattro volte, salendo a quota 400 milioni di litri. Proprio le importazioni di vino in costante aumento ha favorito la  crescita dei consumi che salgono in media dell’8-10% l’anno (secondo alcune stime più ottimistiche addirittura del 15%). Questi dati hanno permesso a molti esperti di piazzare la Russia tra i mercati “più interessanti al mondo” dal punto di vista dei produttori di vino.
Purtroppo, l’anno 2006 ha cambiato radicalmente questo quadro più che positivo Il caos, provocato dall’introduzione nel Paese di un nuovo sistema di marcatura con bolli di accise, nonché la messa al bando delle importazioni di vino dalla Moldavia e dalla Georgia, hanno praticamente dimezzato le importazioni di vini in Russia nella prima metà del 2006, mentre nel periodo luglio-dicembre dell’anno scorso l’import era  ancora calato del 27% rispetto a quanto registrato nello stesso periodo del 2005.
Nella prima metà del 2006 la Russia ha importato complessivamente soltanto 103,7 milioni, compresi 48,1 milioni di litri di vini moldavi e georgiani (che fino al 2006 avevano costituito il 60% delle importazioni di vini in Russia). Una parte di quest’ultimi è stata restituita ai produttori o scaricata nelle fogne, mentre un’altra è finita sul mercato nero.
Dopo una ripresa parziale delle importazioni, alla fine dell’anno scorso le importazioni complessive di vino in Russia sono state del 52% rispetto all’import del 2005. A parte i moventi politici della messa al bando dei vini georgiani e in misura inferiore di quelli moldavi, molti esperti indipendenti hanno dichiarato che l’80% dei prodotti di queste due repubbliche ex sovietiche non rispettava neanche minimamente gli standard internazionali per i prodotti vinicoli ed erano pericolosi per la salute dei consumatori.
Mentre fino al 2006 il volume del mercato dei vini d’importazione della Russia era stato stimato in 2,2 miliardi di dollari, gli eventi drammatici dell’anno scorso hanno non soltanto ridotto le importazioni, ma ne hanno cambiato radicalmente la struttura.
Dopo il divieto delle importazioni dei vini dalla Georgia e dalla Moldavia molti analisti hanno pronosticato una crescita quasi esplosiva delle importazioni di vino dalla Bulgaria. Malgrado queste previsioni positive i produttori e gli esportatori bulgari non hanno saputo cogliere questa opportunità unica. Infatti, anche se la Bulgaria si è trovata nel 2006 in vetta alla classifica dei Paesi esportatori di vini verso la Russia, il volume complessivo delle esportazioni vinicole bulgare verso la Russia è diminuito, scendendo da 48,4 milioni di litri, esportati nei primi 9 mesi del 2005, a 38,6 milioni di litri nello stesso periodo del 2006 (l’ultimo dato statistico disponibile all’analisi).
Però, sullo sfondo della recessione generale, la Bulgaria è comunque riuscita a consolidare la propria presenza sul mercato del vino in Russia: la quota del mercato del vino controllata dai produttori bulgari è salita dal 17% del 2005 al 39,6% nel 2006.
Un altro tratto molto interessante della costituzione di una nuova struttura del mercato dei vini d’importazione è legato a un notevole aumento della quota d’importazione dall’Europa, contrariamente alle previsioni riguardo alla prevista espansione delle esportazioni in Russia dei vini del Nuovo Mondo (Africa, America, Australia e Nuova Zelanda).
La lista della prima trojka dei 10 maggiori Paesi esportatori di vini verso la Russia (in base alle statistiche del Servizio federale delle dogane russe) è stata dominata anche nel 2006 dalla Francia (13,87%), dalla Germania (10,37%) e dalla Spagna (7,7%). Seguono Cile (5,78%), Italia (5,47%), Argentina (5,42%), Ucraina (5,35%).
Gli analisti russi sono rimasti piuttosto sorpresi da una forte crescita delle esportazioni di vini dalla Germania, cresciute nel 2006 del 31,4 per cento.
Al secondo posto per i ritmi di crescita si è trovata l’Italia, le cui esportazioni sono aumentate l’anno scorso del 27,8 per cento. Anche Cile e Ungheria hanno incassato una crescita rispettivamente del 14,8% e del 13,7 per cento. Ciononostante, questi due Paesi esportatori controllano una quota piuttosto piccola del mercato russo del vino.
I risultati di crescita più modesti sono stati registrati nel 2006 dall’Austria (+0,01%), dalla Nuova Zelanda (+0,04%) e dalla Grecia (+0,06%).
Ciononostante, a giudicare dai programmi di sostegno delle esportazioni di vino verso la Russia a livello dei rispettivi Governi, resi pubblici dall’Austria e dalla Grecia, questi due Paesi potranno aumentare notevolmente la propria presenza in Russia.
Dopo il boom delle importazioni, registrato nel primo trimestre del 2006 sullo sfondo di una notevole contrazione della distillazione di vodka e di altri super alcolici, nel periodo aprile-giugno le importazioni di vini in Russia sono diminuite notevolmente. Praticamente le distillerie russe, rimaste senza i bolli di accise del tipo nuovo sono rimaste chiuse per i primi due mesi del 2006, le società importatrici che erano riuscite a ottenere la proroga della nuova marcatura fino all’aprile del 2006 hanno moltiplicato gli sforzi per aumentare il più possibile l’import di vini in Russia. 
La situazione è cominciata a migliorare nel maggio del 2006, dopo che gli operatori del mercato russo di vino sono riusciti man mano ad adattarsi alle nuove regole imposte dallo Stato. Di conseguenza, nel periodo maggio-ottobre grazie agli sforzi delle società importatrici il volume delle esportazioni di vini verso la Russia hanno raggiunto il 50% delle esportazioni del corrispondente periodo del 2005. Attualmente le importazioni di vino sono praticamente ritornate sui livelli di due anni fa e questo fatto ha permesso agli analisti di arrivare alla conclusione secondo cui la crisi che lo scorso anno ha colpito in Russia  le importazioni di vino è stata praticamente superata.


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