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In Russia crescita vertiginosa del mercato dei fondi collettivi 13 giu 07
Nei prossimi cinque anni gli investimenti nei fondi collettivi potrebbero aumentare del 40-70% - Più di un milione di russi investirà nei fondi collettivi - Nel 2006 gli investitori dei fondi collettivi hanno guadagnato in media il 90%

Il mercato russo dei fondi collettivi continua a crescere a ritmi accelerati: all’inizio del 2007 il numero degli investitori è stato di oltre 300mila persone. Per molti analisti si è trattato piuttosto di un traguardo “psicologico”: rispetto alla popolazione totale della Russia, 143 milioni di persone, il numero degli investitori dei fondi collettivi non è ancora dei più alti. Ma tenendo conto del fatto che lo stipendio medio in Russia attualmente è di 6.500 rubli al mese (200 euro circa) e che i piccoli risparmiatori russi sono reduci di una drammatica crisi bancaria - nel 1998 si verificò la bancarotta di molte decine di istituti di credito russi - la fiducia nei confronti dei fondi collettivi è piuttosto alta.
Le prospettive di crescita del mercato dei fondi collettivi sono più che buone: stando ai risultati di un recente sondaggio d’opinione, in Russia le persone che fanno risparmi sarebbero già 50 milioni, di cui almeno il 50% vorrebbe sperimentare una forma di investimento collettivo. Gli analisti sono d’accordo che grazie a un lavoro di coinvolgimento attento e capillare con i piccoli risparmiatori privati, per il 2011 l’entità dei fondi raccolti dalle società per la gestione finanziaria potrebbe raggiungere gli 800 miliardi di rubli, mentre oltre il 2% della popolazione adulta del Paese potrebbe diventare cliente dei fondi collettivi.
Secondo il ministro dell’Economia, Gherman Gref, “il numero dei piccoli investitori è ancora molto lontano dalla massa critica e quindi ci sarà da aspettarsi una nuova esplosione di interesse nei confronti dei fondi collettivi da parte dei piccoli risparmiatori”. Le società di management finanziario dovranno essere pronte a un afflusso senza precedenti di investitori privati. Sta diventando sempre più “di moda” investire nei fondi collettivi: nel 2006 gli investimenti di questo genere hanno fruttato ai clienti dei fondi collettivi in media gli interessi del 90% all’anno. Ed è proprio questo il principale argomento per “scaldare” l’interesse degli investitori privati nei confronti dei fondi collettivi. Allo stesso tempo gli esperti hanno puntato sul fatto secondo cui la principale garanzia di crescita del mercato russo dei fondi collettivi sarà una maggiore stabilità politica ed economica del Paese. Malgrado una serie di problemi, tra cui l’inflazione galoppante, le imperfezioni delle leggi finanziarie, l’economia nazionale continua a crescere incassando un altro +7,7% nel primo trimestre del 2007, mentre gli analisti hanno parlato di un boom degli investimenti.
Nel 2006 la Russia è stata promossa dalla trojka delle maggiori agenzie di rating internazionali e ha praticamente concluso le trattative per l’adesione all’Organizzazione mondiale del commercio. Il tasso di “attrazione” del Paese sul piano di investimenti è aumentato, il mercato azionario ha raggiunto momentaneamente la quota storica di 2000 punti (Rts), perdendo successivamente le posizioni a causa della recessione globale. Ciononostante, gli investimenti sono cresciuti a un ritmo mai visto (per ulteriori informazioni consultare l’Editoriale di questo numero del Notiziario, n.d.r.). Inoltre, il continuo aumento dei redditi reali disponibili della popolazione (+10% nel primo trimestre del 2007) ha fatto sì che in Russia è consolidato uno strato di persone che riescono a mettere regolarmente da parte una certa somma, e che vorrebbero provare a investire questo denaro in un fondo sicuro e ad alto tasso di rendimento.
In questa situazione, i fondi collettivi si sono posizionati come una struttura ideale, in grado di soddisfare le esigenze dei piccoli investitori privati. Anche tenendo conto del fatto secondo cui il periodo 2007-2008 sarà il biennio delle elezioni legislative e di quelle presidenziali (con la possibilità di “sorprese” economiche), i fondi collettivi dovrebbero essere in grado di offrire anche in questa situazione agli investitori interessi superiori a qualsiasi altro tipo di operazione finanziaria. Tuttavia, gli investitori devono essere avvertiti del rapporto tra gli eventuali rischi e i possibili rendimenti.
Si distinguono però le previsioni a lungo termine riguardo le prospettive generali di sviluppo del mercato russo di fondi collettivi. Stando alle stime degli analisti della società finanziaria Alfa Capital, nei prossimi cinque anni almeno 1,2 milioni di russi dovrebbero investire nei fondi collettivi 1.500 miliardi di rubli, Nel periodo 2007-2007 gli investimenti nei fondi collettivi dovrebbero crescere del 70-73% all’anno, mentre nel periodo 2009-2011 il tasso di crescita dovrebbe rallentare al 42% all’anno.
Invece, secondo gli esperti della Lega nazionale russa delle società per la gestione dei fondi (Nlu), per il 2008 almeno l’1% della popolazione russa economicamente attiva dovrà partecipare agli investimenti nei fondi collettivi, mentre la crescita degli investimenti sarà del 30-40 per cento. La crescita degli investimenti nei fondi collettivi seguirà la fascia alta del mercato azionario russo: nel caso in cui il mercato azionario dovesse crescere nel 2007 del 25-30%, l’afflusso degli investimenti nei fondi collettivi dovrebbe essere del 30 per cento.
In ogni caso, nei prossimi anni i fondi collettivi russi dovranno vedere arrivare molti investitori nuovi e anche poco esperti, che - per ridurre gli eventuali rischi - potrebbero preferire gli investimenti in fondi obbligazionari e in quelli misti.
Molto importanti per lo sviluppo del mercato dei fondi collettivi saranno le riforme legislative nonché la penetrazione dei fondi nelle regioni della Russia. Già adesso molte società per la gestione dei fondi si rivolgono alle società terze e alle banche commerciali per aumentare la vendita delle quote. Viene inoltre aumentata la disponibilità dei prodotti finanziari di vario tipo.
Infine, gli analisti hanno ricordato che nel 2007 sul mercato russo dei servizi finanziari potranno sbarcare le società estere, che inevitabilmente attireranno una parte di investimenti privati russi nei fondi stranieri.


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