Nel 2005 (l’ultimo dato disponibile) il volume complessivo del mercato russo di oli vegetali ha raggiunto i 935 milioni di litri, che significa una crescita del 10% rispetto al 2004, quando il mercato era stato stimato in 841,5 milioni di litri. Denominato in denaro, il mercato russo di oli vegetali è stimato in due miliardi di rubli.
Olio di girasole, di mais
Il mercato russo di oli può essere considerato come “abbastanza saturo” anche se al suo interno esistono alcuni settori poco sfruttati che possono offrire ai produttori buone prospettive di crescita. In primo luogo si tratta del settore di oli di classe alta (“premium”) e il settore di marchi privati, i cui proprietari producono oli di alta qualità.
I maggiori produttori di oli vegetali in Russia sono le società Bunge Ltd., Valuyskij Kombinat, Krasnodarskij MZK, Efko, Yug Rusi.
Questi produttori controllano il 52,4% del mercato di oli
L’80-90% delle vendite di ognuna di queste società è assicurato da un marchio principale di olio. Il gruppo Bunge promuove oli dei marchi Oleina e Ideal, Valuyskij vende Milora, Kransodarskij il brand Avedov.
Oltre ai maggiori produttori che vendono propri oli in tutta la Russia, in ogni regione ci sono piccoli produttori locali, che a livello regionale controllano buone quote di mercato, come il gruppo Rabotschij (olio “Otmennoe”) nel sud del Paese, oppure Aceitera General Dehera che vende i propri oli negli Urali sotto la trade mark “Natura”.
Altri grandi produttori di oli in Russia sono la russa Russkaja Bakaleja, Cereol (Francia), AGD (Argentina), WJ (USA). Tutte queste società vendono in Russia oli di brand abbastanza conosciuti dalla popolazione e dispongono di una rete propria di distribuzione.
Settori del mercato di oli vegetali
Il mercato russo di olio di girasole si sviluppa su tre linee principali:
vendite alla popolazione e al sistema della ristorazione;
forniture all’industria di generi alimentari, in primo luogo alle società specializzate nella produzione di prodotti a lunga conservazione (carne, pesce e altri prodotti in scatola);
produzione di vernici e di saponi.
Secondo gli analisti, nei prossimi anni la concorrenza sul mercato russo di olio di girasole diventerà sempre più forte. Aumentano le quote di mercato controllate dai maggiori produttori globali a scapito delle quote dei piccoli produttori regionali.
Tradizionalmente, il prodotto più richiesto in Russia è l’olio di girasole. Nel 2006 la quota di olio di girasole ha costituito l’87,2% del mercato totale di oli vegetali (+1,2% rispetto ai risultati registrati nel 2005). Al secondo posto, con un enorme distacco, si trova l’olio di mais con il 4,8% del mercato. Anche questo settore registra una dinamica di crescita positiva. Infine, il segmento dell’olio d’oliva occupa appena lo 0,6% dell’intero mercato. Tutto l’olio d’oliva venduto in Russia viene importato dall’estero e rientra nella fascia più alta del mercato (il prezzo medio varia da 270 a 300 rubli per un litro). L’olio d’oliva “made in Italy” costa 600-1.000 rubli al litro (25-48 dollari).
Altri tipi di oli vegetali (soia, arachide, cotone ecc.) prendono tutti insieme una fetta dell’8,5% del mercato russo.
In base ai prezzi medi, al primo posto si trova l’olio d’oliva (270 rubli al litro), al secondo posto si piazza l’olio di mais (48 rubli al litro), mentre al terzo posto c’è l’olio di girasole che viene venduto al prezzo medio di 39 rubli per un litro.
Olio d’oliva
Per quel che riguarda il segmento di olio d’oliva, il mercato russo è dominato dai prodotti d’importazione. Al primo posto si trovano i produttori spagnoli Acorsa SCA, Carbonell de Cordoba, Aceites Borges Pont, S.A., Olive Line International, S.L. (marchio Maestro De Oliva). Secondo le stime dell’agenzia di marketing tedesca Oil World, le esportazioni di queste cinque società spagnole verso la Russia dovrebbero raggiungere nel 2008 la quota di 6,23 milioni di tonnellate.
Consumi
Negli ultimi tre anni in Russia sono aumentate notevolmente le attività del commercio all’ingrosso di oli vegetali: attraverso questo canale commerciale l’olio viene acquistato dalle società dell’industria dei generi alimentari e dalla clientela privata.
I volumi di consumo di oli vegetali variano molto in Russia da regione a regione. Anche le strutture regionali di consumi di oli vegetali si distinguono notevolmente dalla media russa. Nelle regioni nord-occidentali i consumi di olio di mais superano di gran lunga la media russa, raggiungendo una quota del 10,1% (contro il 4,8% registrato in media nel Paese).
Nelle regioni meridionali la quota di olio di mais scende, arrivando al 7,2% dell’intero mercato. Nella regione di Mosca i consumi di l’olio di mais ammontano al 6,1% del mercato, per scendere al 3,2% nella zona degli Urali, al 2,7% nelle regioni dell’Estremo Oriente, mentre la media siberiana è dell’1,7 per cento.
Per quanto riguarda il consumo di olio d’oliva, il principale mercato è quello di Mosca dove le vendite costituiscono l’1,4% del mercato. Al secondo posto si trova San Pietroburgo dove l’olio d’oliva si ritaglia l’1% del mercato. Dagli Urali verso la Siberia e l’Estremo Oriente i consumi scendono dallo 0,5% allo 0,2%, fino allo 0,15 per cento. Secondo gli esperti russi, per l’80% della popolazione russa l’olio d’oliva resta ancora un prodotto di lusso.d’oliva”, “di olio d’oliva” “a base di
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