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Come va il mercato russo di ortaggi e di verdure in scatola 05 dic 08
Il mercato  si sviluppa in maniera molto dinamica con una crescita media dal 20% al 30% in termini di denaro - Nel 2007 la produzione di ortaggi in scatola è stata dominata da piselli, mais dolce, olive, cetrioli e pomodori con il 47% della produzione totale - La quota dei prodotti d’importazione costituisce il 60-70% dell’intero mercato russo - Il segmento di conserve di pomodoro è occupato al 33-39% dalla produzione straniera

La verdura in scatola è una delle componenti tradizionali del menu dei russi. La tradizione secolare di fare le ’conserve’ di cetrioli, di pomodori e di altri ortaggi coltivati negli appezzamenti di terra privati influenzano la dinamica del mercato russo di questi prodotti. In certi periodi dell’anno i consumi solitamente elevati rallentano. Secondo le stime degli esperti, i consumi di conserve di preparazione casalinga possono raggiungere il 50-55% dei consumi totali di ortaggi in scatola. Bisogna sottolineare però che questa tendenza vale meno per Mosca e per San Pietroburgo e, invece, molto di più per le località periferiche. Nelle maggiori città del Paese aumentano i consumi di ortaggi in scatola di produzione industriale.
Il consumo di ortaggi in scatola diventa sempre più popolare tra i russi: il 79,2% dei consumatori ha dichiarato di acquistare regolarmente ortaggi, frutta e verdura in scatola. Chi invece sostiene di non farlo,  spiega di preferire lo stesso tipo di prodotto di produzione casalinga.
Il mercato russo di ortaggi e di verdure in scatola si sviluppa in maniera molto dinamica e cresce in media dal 20% al 30% in termini di denaro. Questi risultati emergono da un sondaggio condotto in Russia dall’Istituto di marketing agrario: secondo le previsioni i consumi di ortaggi in scatola pro capite dovrebbero aumentare del 25-30% entro il 2012, mentre il volume del mercato  aumenterà del 20-25% rispetto a quanto registrato nel 2006.
In Russia il mercato russo di ortaggi in scatola era cresciuto in maniera esplosiva nel 2004-2006. In questo periodo la produzione era aumentata di oltre il 30 per cento. Nello stesso biennio erano cresciuti praticamente tutti i segmenti del mercato (marinati, naturali, in salamoia, per antipasti). In particolare la produzione e le importazioni di prodotti a base di pomodori erano aumentate del 75 per cento.

La dinamica della produzione degli ortaggi in scatola in Russia nel 2004-2006 (migliaia di tonnellate)

Gli ortaggi in scatola attualmente prodotti in Russia possono essere suddivisi in tre gruppi principali:

  • Ortaggi naturali
  • Ortaggi per antipasti
  • Ortaggi marinati, o sottaceto.

Nel 2007 la produzione di ortaggi in scatola è stata dominata (con un 47% del volume complessivo) da piselli, mais dolce, olive, cetrioli e pomodori. Al secondo posto con il 27% si sono piazzati gli ortaggi sottaceto, mentre al terzo con il 17%i cosiddetti ortaggi da ‘antipasto’ (tra cui il piatto molto tradizionale: ‘passata di zucchini’). Gli altri tipi di ortaggi in scatola hanno costituito il 9% dell’intera produzione russa.
La maggiore produzione di ortaggi e di verdura in scatola è concentrata nel territorio federale del sud (il 63% dell’intera produzione russa). Nel territorio centrale della Russia c’è il 28% della capacità produttiva dell’industria di ortaggi in scatola e  nella zona del Volga il 6%. Invece, per quanto riguarda la produzione di pomodori e di prodotti di pomodori in scatola, in vetta alla classifica si trova il territorio federale centrale della Russia (43%), al secondo e al terzo posto  il territorio Meridionale e il territorio Nord-Ovest della Russia con, rispettivamente, il 20% e il 16%. Nella regione del Volga viene prodotto il 9% di pomodori e di prodotti di pomodori in scatola.
Secondo gli analisti del mercato agroalimentare russo, per il 2012 la produzione di ortaggi e di verdure in scatola dovrebbe crescere di oltre due volte. Si sviluppa molto attivamente la produzione di ortaggi e di verdure in scatola nell’Estremo Oriente della Russia.
L’aumento della produzione dovrà permettere di ridurre  le importazioni. Attualmente, le principali regioni importatrici di ortaggi in scatola sono la regione di Mosca (il 22% dell’import), la regione di Sverdlovsk, di Tjumen e di San Pietroburgo. La crescita della produzione dovrebbe permettere un aumento dei consumi nelle regioni dove gli ortaggi in scatola non vengono prodotti: nel 2012 67 regioni russe dovranno importare ortaggi e verdure in scatola.
Per eliminare la scarsità di ortaggi in scatola sul mercato la Russia dovrà aumentare le importazioni dall’estero. Ciononostante, le importazioni totali dovrebbero diminuire in conseguenza della realizzazione di alcuni progetti innovativi che dovrebbero permettere un aumento della produzione in Russia.
I volumi della produzione di ortaggi in scatola in Russia dipendono moltissimo dalle forniture di ‘materia prima’ da parte delle aziende agricole. Nei primi cinque anni del Duemila gli stabilimenti russi, specializzati nella produzione di ortaggi, di verdura e di frutta in scatola sono stati occupati a meno del 50% della loro capacità produttiva. La scarsa produttività è entrata in rotta di collisione con la crescente domanda. Nel periodo 2004-2007 la maggior parte delle aziende privatizzate ha lanciato un processo di ammodernamento tecnologico, destinato a sostituire le obsolete attrezzature dell’era sovietica con quelle più moderne di produzione occidentale. L’ammodernamento tecnologico, che dovrà essere portato a termine per il 2010-2011, dovrà permettere una crescita della produzione annuale di più di 400mila tonnellate di ortaggi, di verdure e di frutta in scatola. La realizzazione di questi progetti verrà a costare agli investitori circa sei miliardi di rubli.
La continua saturazione del mercato russo di ortaggi in scatola non ha diminuito le importazioni di questi prodotti agroalimentari, mentre la capacità del mercato consente di trovare uno spazio sia ai produttori russi, sia ai prodotti d’importazione. Secondo gli analisti del mercato agroalimentare, sarà molto difficile, impossibile quasi, che nei prossimi 8-10 anni i produttori russi riescano a togliere una parte del mercato ai brand stranieri.
L’aumento della produzione di ortaggi in scatola in Russia permetterà, invece, di aumentare le esportazioni verso le repubbliche ex sovietiche, che rappresentano il principale mercato estero per la maggior parte delle aziende dell’industria agroalimentare russa.
L’aumento dei consumi di ortaggi in scatola – nel periodo 2004-2006 si è registrato un incremento del 66% per gli ortaggi sottaceto e del 60% per le conserve a base di pomodoro – è stato determinato da fattori seguenti:
cresce il benessere generale dei russi, permettendo loro di acquistare prodotti già pronti senza dover spendere il loro tempo per la preparazione conserve a casa;
il ritmo della vita quotidiana moderna non lascia molto tempo per la produzione casalinga.
La crescente occupazione femminile – le donne sono le principali produttrici di conserve casalinghe - spinge le famiglie a ricorre all’alternativa rappresentata dall’acquisto di prodotti già pronti nei negozi.
Gli ortaggi, le verdure in scatola fanno parte dell’alimentazione abituale del 55,3% dei consumatori russi. Al primo e al secondo posto, in quanto a volume di consumi, si trovano piselli verdi e mais dolce, consumati regolarmente dal 79% e dal 73% dei russi. Al terzo posto si classificano i cetrioli (sottaceto o in salamoia), consumati regolarmente dal 40% delle famiglie russe. Aumenta costantemente la domanda di prodotti che non possono essere fatti in casa. La richiesta di ortaggi e di verdure in scatola cresce rapidamente e maggiormente nelle zone del Paese dove è difficile la coltivazione (grandi città, zone settentrionali del Paese).
Tutti questi fattori hanno favorito la crescita della produzione interna russa, che nel periodo 2004-2007 è aumentata di 1,5 volte, e delle importazioni, salite nello stesso triennio di oltre due volte.
Le preferenze dei consumatori russi favoriscono l’aumento delle importazioni di piselli verdi e di mais dolce, che costituiscono attualmente il 27% e il 28,5 per cento della struttura generale dell’import. Anche le olive rappresentano il 28,5% delle importazioni. Attualmente la quota degli ortaggi e delle verdura in scatola d’importazione ammonta al 60-70% dell’intero mercato russo di questi prodotti, di cui il segmento di conserve di pomodori è dominato al 33-39% dai prodotti importati.
Nonostante un notevole aumento dei consumi, registrato negli ultimi anni, la Russia si trova molto indietro rispetto ad altri Paesi sviluppati. Infatti, mentre in Russia il consumo medio attualmente è di 4 chili all’anno pro capite, nei Paesi dell’Unione Europea l’indicatore è di 10-16 chili, in Canada  13 chili e negli Stati Uniti  di 50 chili.
A parte il diverso livello di benessere in Russia e in Occidente, il gap dei consumi può essere spiegato dalla qualità superiore dei prodotti occidentali rispetto agli stessi prodotti russi.
Le posizioni dominanti sul mercato dei prodotti d’importazione appartengono alle aziende della Francia, degli Usa, dell’Ungheria e della Germania: Bonduelle Group (Francia), Le Groupe CECAB (Francia, Tm D’Aucy), General Mills, Inc. (Usa, Tm Green Giant), Globus Konzervipari Rt. (Ungheria), Lorado International GmbH (Germania).
Negli ultimi anni sul mercato russo di ortaggi e di verdure in scatola stanno penetrando attivamente i produttori dei Paesi del Sud-Est asiatico che potranno costituire a partire dal 2008 una significativa concorrenza ai produttori russi e occidentali.

 

Notiziario dai mercati Csu su dati Mmz Kaluga