Il mercato russo del pesce in scatola

Aumenta la produzione e i consumi di prodotti di alta qualità - La quota dei prodotti contraffatti raggiunge il 35% - La Russia è il terzo Paese consumatore al mondo di salmone, di trota e di aringa danese, norvegese e svedese - Le aziende russe sono riuscite a sostituire il pesce in scatola dei paesi baltici con la produzione russa.

Da molti anni l’industria dei generi alimentari a base di pesce e il settore specializzato nella produzione di pesce in scatola si trovano in una situazione difficile. Da una parte, il comparto non è in grado di soddisfare la domanda di alimenti di alta qualità, dall’altra in Russia diminuisce il consumo di prodotti di pesce. Infatti, nel 2007 i consumi sono diminuiti del 43% rispetto ai livelli registrati nel 1990 e del 52% rispetto al 1985 (l’anno dell’inizio della Perestrojka di Mikhail Gorbaciov).
 Sul mercato interno al minuto degli alimenti a base di pesce la quota dei prodotti in scatola costituisce meno del 20 per cento. Le industrie russe sono in grado di soddisfare il 50 per cento della domanda delle reti commerciali. Ciononostante, negli anni della generale crescita economica del Paese, nel 2001-2007, anche il mercato di prodotti di pesce in scatola ha registrato una crescita piuttosto dinamica: in questo periodo la produzione è aumentata da 272 milioni a 568 milioni di scatole.
La regione che soddisfa principalmente la domanda di pesce in scatola è Kalinigrad, l’enclave russa nel territorio della Lituania, sul Mar Baltico. Nella regione di Kaliningrad viene prodotto il 45% di tutto il pesce in scatola della Russia. Nonostante la produzione di prodotti alimentari in scatola garantisca il maggiore valore aggiunto, lo sviluppo del settore è frenato dall’insufficienza tecnologica e dalla scarsità di aziende moderne. Di conseguenza, negli ultimi anni le aziende pescherecce trasferiscono il pesce russo in fabbriche all’estero, in primo luogo in Cina, dopodiché riacquistano il prodotto finito.
Proprio per questo motivo nel periodo 2004-2007 l’import di pesce in scatola è aumentato di 2,7 volte. Secondo molti analisti questi dati - 80.000 e 100.000 tonnellate di pesce in scatola importati dalla Russia nel 2006 e nel 2007 - non tengono conto delle importazioni sommerse. Secondo alcune stime, la quota di prodotti contraffatti sul mercato russo raggiunge il 27-35 per cento.
Le esportazioni verso la Russia sono dominate da salmone (i Paesi esportatori leader sono Norvegia, Danimarca e Svezia), dall’aringa (Svezia). Le importazioni di sardine, di spratto (piccolo pesce del Baltico) sono controllate dalle repubbliche ex sovietiche del Baltico con a capo la Lettonia. Aumentano le esportazioni di tonno e di altri tipi di pesce dal Sud-Est asiatico (Thailandia) e dall’America Latina (Cile).
Prima della crisi finanziaria le esportazioni di pesce aumentava di anno in anno: in particolare l’importazione di salmone dalla Norvegia è aumentata nel 2007 del 22% fino a 540 milioni di dollari in confronto ai risultati registrati nell’anno precedente. Nello stesso periodo l’importazione di salmone norvegese è cresciuta del 37%, quella di aringa del 45 per cento. Nello stesso tempo le esportazioni di trota verso la Russia sono diminuite del 5 per cento. Bisogna sottolineare che la Russia si trova al terzo posto tra i maggiori importatori di pesce dalla Norvegia, dopo la Germania e la Francia.
Non di rado in Russia vengono importati prodotti di pesce pescato da pescherecci russi e trasferito all’estero per la lavorazione.
Gli attriti tra Russia e le repubbliche baltiche ex sovietiche hanno rafforzato le posizioni dei produttori russi, che negli ultimi anni sono riusciti a sostituire una  quota consistente di pesce in scatola della Lettonia, dell’Estonia e della Lituania. Mentre nel 2002 i prodotti provenienti dal Baltico costituivano il 50% del mercato in alcune categorie specifiche (piccoli pesci affumicati sott’olio), nel 2007 la loro quota è scesa ad appena il 20 per cento.
Nonostante ,le difficoltà l’industria russa di pesce in scatola aumenta le esportazioni, destinate in primo luogo ai Paesi ex sovietici: l’Ucraina è in prima fila con un consumo del 60% dell’export russo. Nel periodo 2002-2007 le esportazioni di pesce in scatola in denominazione naturale sono aumentate di 3,53 volte.
Mentre la produzione di pesce in scatola costituisce l’8-10% dell’intera produzione di generi alimentari della Russia, dalle aziende russe escono soprattutto prodotti come fegato di merluzzo, salmone al naturale, aringa che raggiungono il 52,5% della produzione totale.
L’aumento del tenore di vita dei russi ha permesso alle aziende di aumentare la produzione di prodotti di qualità superiore (“premium”, come vengono denominati in Russia). Più di tutte le altre categorie aumenta la produzione di salmone e di caviale di salmone: i consumi nel 2006-2007 sono aumentati del 50 per cento.
Il mercato di pesce in scatola cresce grazie alla messa in commercio di prodotti nuovi.
Le città leader per i volumi del commercio di pesce in scatola sono Mosca, San Pietroburgo e Ekateriburg. Leader per le vendite di pesce in scatola sul mercato della Russia sono brand come Santa Bremor, Russkoe More, Meridian, Marina.
 
 
 
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