Mosca tra le dieci città europee più favorevoli al commercio

Le prime tre posizioni sono occupate da Londra, Parigi e Roma – Tra le prime 50 classificate i centri dell’Europa Centrale e Orientale costituiscono soltanto il 10 per cento – La debolezza della sterlina ha fatto scendere i costi medi degli affitti, mentre i consumi raggiungono i 6,174 miliardi di euro all’anno.

La crisi economica non intende rallentare, i consumi sono in diminuzione. E in questa situazione non si può sbagliare nel prendere la decisione di aprire un nuovo negozio o un centro commerciale. Gli analisti del centro di analisi economica Experian e dell’agenzia internazionale Jones Lang LaSsalle hanno cercato di aiutare chi è di fronte a simili problemi elaborando un rating dei maggiori centri abitati dell’Europa più consigliati per avviare un business legato al commercio di beni di consumo e di generi alimentari. Alla base della ricerca c’è il rapporto tra la situazione tra quanto spende per i consumi la popolazione locale e i costi per affittare immobili a uso commerciale.
Bisogna subito dire che il sondaggio non permette di trarre una conclusione univoca riguardo la città migliore in assoluto per il commercio. L’inchiesta permette invece di avere un rapporto ottimale tra le spese e i previsti guadagni. Il rating è stato elaborato per gli investitori, per i developer e per gli operatori commerciali che, sulla base dell’analisi dovrebbero riuscire a scegliere le città del Vecchio Continente più adatte per lo sviluppo delle loro attività.
Gli abitanti di Londra, di Parigi e di Roma spendono più di quelli delle altre capitali europee. Le spese al consumo in queste tre città raggiungono rispettivamente 6,174 , 5,879 e 5,762 miliardi di euro l’anno. Questo non vuol dire che in queste tre città bisogna avviare un business del commercio al minuto. E ciò, innanzitutto, perché in queste metropoli i costi di affitto annui degli immobili a uso commerciale sono elevati e raggiungono in media i 6.440, 7.500 e 6.500 euro al metro quadrato.
A Mosca è stato inaugurato il primo ipermercato di CarrefourNello stesso tempo i dati raccolti dai compilatori del rating smentiscono la convinzione assai diffusa secondo cui la Gran Bretagna è un Paese esageratamente caro per affittare immobili commerciali: fuori Londra i costi di street-retail sono paragonabili a quelli di altre città europee. In questo momento i costi in Gb sono addirittura inferiori rispetto ad altri Paesi del continente a causa dell’attuale debolezza della sterlina.
Roma si trova al terzo posto nel sondaggio in quanto a spese per consumi e perché batte Milano come importante centro turistico. Nello stesso tempo sia a Roma che a Milano i costi di affitto dei migliori immobili commerciali raggiungono a volte i livelli di Londra e di Parigi, mentre i costi standard di affitto a Roma e a Milano sono decisamente inferiori rispetto alle capitali della Gran Bretagna e della Francia. Gli autori di sondaggio hanno sottolineato  che il costo medio di affitto a Milano è di 6.800 euro al metro quadrato all’anno, mentre per il livello di spese al consumo il capoluogo lombardo si trova al decimo posto della classifica con 4,065 miliardi di euro annui.
Anche Mosca è entrata nella prestigiosa lista delle prime 10 città europee più adatte al business commerciale. Anzi, la capitale russa è l’unica città dell’Europa Centrale e Orientale che appare nelle prime dieci posizioni. E questo è dovuto a un volume di spese annue al consumo che raggiunge 4,057 miliardi di euro e a un costo medio di affitto degli immobili a uso commerciale di 2.900 euro l’anno.
In generale le città dell’Europa Centrale e Orientale sono soltanto il 10% delle prime 50 in classifica. Ciò dimostra che nonostante la crescita esplosiva del loro commercio negli ultimi anni non sono riuscite a raggiungere ancora i livelli delle città dell’Europa Occidentale per quantità e qualità degli immobili idonei al commercio retail.
Anche le differenze di spesa al consumo pro capite hanno escluso molte città dell’Europa Centrale e Orientale dalla lista delle prime cinquanta città più favorevoli al commercio. Ciononostante, Praga, Istanbul, Budapest sono riuscite a salire abbastanza in alto nel rating, soprattutto grazie all’alta qualità degli immobili commerciali nei loro quartieri centrali.
Le città che occupano le posizioni inferiori alla venticinquesima si distinguono poco o niente tra di loro. Per esempio a Varsavia   (52° posto) e a San Pietroburgo (65°) gli indicatori delle spese al consumo sono paragonabili a quelli registrati in città che si trovano più in alto nella lista come Anversa (50° posto), oppure Bordeaux (46° posto). Tutte queste città non si trovano tra le prime a causa di una scarsa offerta delle superficie commerciali nei centri urbani e per l’elevata concorrenza tra i centri commerciali nelle zone periferiche.
L’inchiesta ha permesso di capire che  sarebbe consigliabile aprire un negozio a Londra dove le spese al consumo sono alte, mentre i costi di affitto sono ragionevoli. Di conseguenza, il rapporto tra le spese dei consumatori e i costi per gli affitti non è male. Invece, a Roma spendono meno e i costi di affitto sono più alti. E’ consigliabile anche aprire un negozio a Madrid: nella capitale spagnola i consumatori spendono 5,377 miliardi di euro all’anno, mentre i costi medi di affitto annui sono soltanto di 2.640 euro  per un metro quadrato.
La capitale russa attira le maggiori catene commerciali del mondo. In giugno a Mosca la francese Carrefour, numero due del retail internazionale, ha aperto un suo primo ipermercato di 8.000 metri quadrati, su cui saranno venduti 15.000 tipi di generi alimentari e 30.000 tipi di beni di consumo dall’abbigliamento, ai casalinghi, agli elettrodomestici. Dopo il primo ipermercato moscovita, Carrefour intende inaugurare un ipermercato a Krasnodar e un altro a Lipetsk. Come strategia di sviluppo sul mercato russo Carrefour ha deciso non soltanto di aprire  nuovi negozi propri, ma anche di acquisire  esercizi già esistenti.
 

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