Escalation di violenza nel Caucaso

Vladimir Sapozhnikov
MOSCA
Terra senza pace e senza legge, dissanguata da interminabili e violenti scontri tra i clan politici che si contendono il potere e tra i gruppi criminali che si uccidono per il controllo del territorio. È questa la drammatica realtà quotidiana delle piccole repubbliche musulmane russe del Caucaso, dal Daghestan all'Inguscezia alla Cecenia, che nei due giorni passati sono state scosse da una nuova serie di attacchi cruenti costati la vita ad almeno 20 persone.
Nella città di Bujnaksk in Daghestan un commando di 15 uomini armati di kalashnikov ha attaccato una stazione di polizia, uccidendo quattro poliziotti e impossessandosi di armi e di munizioni. Dopo la stazione di polizia il commando ha proseguito l'attacco contro Olimpi, un centro sportivo, massacrando altre sette persone, soprattutto donne addette ai servizi. «Raggiungevano le ragazze che cercavano di fuggire e le uccidevano nel cortile ad una ad una», ha raccontato un testimone. La pista privilegiata dagli investigatori è quella della resa dei conti tra clan. Secondo un portavoce del ministero degli Interni del Daghestan «le videocamere installate all'ingresso del centro hanno permesso agli investigatori di identificare il leader capo del gruppo, Mabi Migheddinov, 49 anni, boss della mafia locale coinvolto nel commercio di armi e di droga».
Ancora sangue anche in Cecenia dove quattro poliziotti sono stati uccisi in una sparatoria con la guerriglia separatista, che negli ultimi tempi ha aumentato gli attacchi contro il regime del presidente filo russo, Ramzan Kadyrov. Nel corso di un vertice a Soci con il presidente russo, Dmitrij Medvedev, il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha condannato l'ondatadi violenze nel Caucaso e si è rivolta alle autorità russe affinché garantiscano la cattura e la giusta punizione degli assassini dei tre attivisti delle Ong, Natalja Estemirova, Zarema Sadulaeva e Alik Dzhabrailov, uccisi in Cecenia.
Medvedev ha infine sferrato l'ennesimo attacco all'Ucraina: «Con i leader attualmente in carica - ha detto - non è possibile instaurare relazioni normali».