Cnh accelera sui trattori per la Russia
Antonella Scott
MOSCA. Dal nostro inviato
Il primo trattore Case fece il suo ingresso in Russia nel 1907: molti altri lo seguiranno. Anzi, nasceranno proprio in Tatarstan. Ieri a Mosca Case New Holland e Kamaz, primo produttore russo di camion, hanno compiuto l'ultimo passo di un'alleanza nata nell'ottobre scorso, con Sergio Marchionne e Vladimir Putin, divenuta in marzo partnership industriale e ora joint-venture commerciale. Produzione, promozione e commercializzazione di trattori, mietitrebbia e un'ampia gamma di macchine da costruzione.
«C'è sempre più bisogno di macchinari e strumenti che continuino ad alzare il livello di efficienza – ha spiegato Roberto Valfré, responsabile commerciale per la Russia di New Holland Agriculture – e il crescente interesse per i trattori e le macchine combinate di New Holland è il motore dietro la localizzazione della produzione in Russia. Abbiamo deciso di essere più vicini ai nostri clienti, e oggi le combinate e i trattori più avanzati vengono prodotti in Russia».
Una risposta a quel richiamo alla modernizzazione del paese che ormai è divenuto parola d'ordine al Cremlino.
La nuova joint-venture, Cnh-Kamaz Commercial, sarà in mano alla controllata della Fiat al 51%, mentre Kamaz – di cui sono azionisti il kombinat statale Rostechnologii e Daimler – avrà il 49 per cento. L'accordo commerciale è stato firmato da Franco Fusignani, amministratore delegato di Cnh International, e da Serghej Kogoghin, direttore generale di Kamaz.
In un impianto di 50mila metri quadrati a Naberezhnyje Chelny, mille chilometri a est di Mosca, e con un investimento iniziale di 70 milioni di dollari, l'obiettivo è una capacità produttiva annua di 4mila unità per il mercato russo: già avviato l'assemblaggio di tre nuovi modelli di trattori (T8050, T9040 e T9060) e di due mietitrebbie di diversa potenza (CSX7060 e CSX7080). «Noi guardiamo al futuro – ha detto Fusignani – e questo paese, con la sua grande disponibilità di terreni e acqua, ha enormi potenzialità nel campo dell'agricoltura e delle infrastrutture». Grandi possibilità di crescita perché nella nazione più grande del mondo la superficie coltivata è metà di quella europea, e se per cento ettari di terra l'Italia ha disposizione 2.110 trattori, la Russia ne ha meno di 48. In gran parte obsoleti.