In Cina gas turkmeno per 30 anni
China National Petroleum Corporation, la prima compagnia petrolifera cinese, ha firmato un contratto trentennale per l'acquisto di gas naturale dal Turkmenistan. Il che costituisce un passo cruciale nel riassetto economico e geopolitico dell'ex repubblica sovietica dell'Asia centrale rispetto a Mosca.
Siglata in occasione della visita a Pechino del presidente turkmeno Gurbanguly Berdymukhamedov, l'intesa prevede l'importazione da parte di China National Petroleum Corporation di 30 miliardi di metri cubi di gas naturale all'anno, trasportati da un gasdotto attraverso l'Asia centrale progettato l'anno scorso.
L'accordo garantirà alla Cina l'accesso alle enormi riserve di gas dell'ex repubblica sovietica, stimate in 2,8 trilioni di metri cubi, consentendole di far fronte al suo crescente fabbisogno energetico. E il Turkmenistan da parte sua potrà cercare di sottrarsi all'influenza russa. Infatti il gas turkmeno, che attinge a riserve seconde solo a quelle russe, malgrado gli auspici di diversificazione dell'ex presidente di Ashgabat, Saparmurat Niyazov, finora era stato esportato per lo più attraverso gasdotti russi e ucraini. E Mosca, dal canto suo, non sembrava nutrire alcuna intenzione di rinunciare a quote.
Il Turkmenistan si era mostrato sempre più impaziente di potersi rendere indipendente e, secondo gli esperti, ha ritenuto gli export alla Cina un'occasione per orientarsi in questa direzione.
L'accordo ha rassicurato anche la Cina. Pechino infatti, convinta di essersi assicurata una quota importante del gas di Ashgabat, aveva espresso preoccupazione dopo l'intesa di maggio siglata da Turkmenistan, Kazakistan e Russia per convogliare ingenti quantità di gas turkmeno lungo il tracciato della sponda settentrionale del mar Caspio.
D.Be.