| Fondazioni al lavoro sul rinnovo dei vertici di Intesa Sanpaolo |
08 feb 10 |
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MILANO Le grandi Fondazioni azioniste di Intesa Sanpaolo entrano nel vivo delle consultazioni in vista del rinnovo del consiglio di sorveglianza, in scadenza con l'assemblea di aprile. E preparano un documento unitario (una bozza di 4-5 pagine sarebbe già circolata negli incontri di ieri) in cui si definiscono i principi condivisi, a partire dal rafforzamento strategico della Banca dei Territori all'interno del gruppo Intesa Sanpaolo. All'incontro di ieri a Milano (negato ufficialmente fino a tarda sera), hanno partecipato il presidente della Compagnia San Paolo Angelo Benessia, della Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti, della Fondazione Carisbo Fabio Roversi Monaco, della Fondazione Cariparo Antonio Finotti, dell'Ente Cassa Firenze Michele Gremigni. Azionisti che rappresentano circa il 25% del capitale, cui si aggiungono altre Fondazioni più piccole (da Venezia a La Spezia).
Oltre al potenziamento della valenza strategica della Banca dei Territori, peraltro già evidenziata dal presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli e dall'amministratore delegato Corrado Passera, le Fondazioni sono al lavoro sulle liste di consiglieri per il rinnovo del consiglio di sorveglianza. La nomina da parte dell'assemblea avverrà per la prima volta con il metodo proporzionale. E l'orientamento degli Enti, almeno del principale (Compagnia San Paolo) è di presentare una lista autonoma. Così dovrebbero fare anche le altre grandi, mentre le piccole si "apparenteranno" puntando alla nomina di un consigliere. L'esito delle rappresentanze in consiglio, però, sarà codificato con certezza solo in sede di assemblea e dipenderà dal quorum del capitale votante. Non sarebbe ancora stato affrontato, invece, il tema della composizione del consiglio di gestione. Se è scontata la riconferma di Bazoli e Passera, resta ancora incerta (ma la vicenda è prettamente torinese) la permanenza di Enrico Salza alla presidenza del consiglio di gestione. L'attenzione generale verso la Banca dei Territori, cruciale per l'economia nell'attuale fase di difficoltà delle imprese sul territorio, sottintende anche la poltrona di direttore generale, che i «torinesi» avevano rivendicato dopo l'uscita di Pietro Modiano. È possibile che si vada verso una soluzione interna al gruppo (nelle scorse settimane era circolato il nome di Franco Nebbia, d.g. Cassa Firenze ed ex Sanpaolino), ma nelle riunioni tra gli enti – secondo le indiscrezioni – per il momento non si sarebbero ancora fatti nomi. E in ogni caso qualunque indicazione andrà concordata con Passera che, in qualità di capoazienda, avrà ovviamente voce in capitolo nella scelta del manager. Intanto i francesi del Credit Agricole confidano in una proroga dei tempi per la riduzione della partecipazione in Intesa Sanpaolo dal 5,8% a meno del 2%, così come richiesto dall'Antitrust. A ribadirlo è stato ieri Ari Berto Fassati, presidente di Cariparma (Agricole): «Lavoriamo a una soluzione, certo non ci fa piacere se Intesa fosse multata», ha detto Fassati. «Se ci danno una proroga sulla discesa sotto il 2%, saremmo molto contenti». Al.G. |