E la nautica "made in Italy" va. Nonostante la crisi economica, il comparto conferma la sua significativa tendenza al l’export. Nell’ultima stagione le esportazioni si sono attestate infatti sui 1.066 milioni di euro, pari al 57% del valore della produzione. E oltre ai mercati degli Stati Uniti e dell’Unione europea, ormai, soprattutto per i natanti, si guarda all’Europa dell’Est.
I numeri più importanti sono quelli dei superyacht: con 249 imbarcazioni in costruzione rispetto alle 189 dello scorso esercizio, l’andamento degli ordini 2004-2005 registra un aumento del 32% e ribadisce il primato mondiale dell’Italia nel settore. «Ci siamo affermati in Francia, Spagna e Gran Bretagna, mentre i mercati di Germania, Olanda e Belgio risentono senz’altro di più della crisi» dice Massimo Radice, vicepresidente della Sessa marine, sottolineando che «anche il prodotto piccolo riesce a imporsi se la qualità è offerta al prezzo giusto». Per la sua azienda, la stagione che si è appena conclusa è andata "bene". A giustificare la soddisfazione di Radice ci sono le cifre del fatturato che - con un aumento del 14% rispetto all’anno scorso - ha raggiunto i 36 milioni di euro.
E anche il prossimo esercizio si preannuncia molto promettente: il portafoglio ordini prevede difatti una crescita tra il 15 e il 20%. Si attendono ottimi risultati per le imbarcazioni superiori ai 50 piedi, buoni per quelle da 35-40 piedi, mentre i fuoribordo sui 5-6 metri («che in Italia sono un po’ in sofferenza») dovrebbero continuare ad essere apprezzati all’estero. Sulle sfide future il vicepresidente della Sessa marine si aspetta la concorrenza di diversi Paesi. «Nella fascia piccola - prevede - i rivali saranno i francesi, in quella media si dovrà competere con gli americani, e in quella grande invece la partita si giocherà come sempre in casa nostra». L’obiettivo è quello di conquistare l’Europa orientale e i diportisti di tutte le Russie.
Da segnalare poi, una tendenza tutta nuova nel segmento delle barche che richiamano le aragostiere del Maine o i fast commuter.
Alcune aziende come i Cantieri Estensi di Zeta Group con la linea Goldstar o lo storico Cantiere Gagliotta con il nuovo 52 piedi, grazie all’export hanno ottenuto in questo segmento una crescita tra il 16 e il 18% del fatturato. E sull’onda della moda, accanto ai Mochi Craft del gruppo Ferretti, Abati Yacht con il Portland 55, Austin Parker con lo Speedster, Cantieri Navali Franchini con il 17 metri Emozione o il Rose Island Lobster 60 disegnato da Aldo Gatti - i primi ad aver lanciato sul mercato questi modelli "old style" - stanno tutti registrando un incremento sensibile delle loro quote di mercato all’estero.
Igor Fiatti