Nessun rischio per i grandi istituti
Intesa Sanpaolo ha messo a disposizione risorse per 5 miliardi in favore delle aziende di dimensioni minori.
La questione del too-big-to-fail (troppo grandi per fallire) «è una giusta valutazione che il regolatore mondiale, europeo o italiano devono fare, nei confronti di banche che diventano eccessivamente grosse e complicate, ma non penso che in Italia si siano raggiunte queste dimensioni o questi problemi». Una rassicurazione arrivata ieri dal consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, nel corso dell'audizione in commissione industria al senato. «Noi come banca – ha continuato poi Passera – abbiamo deciso di non andare oltre un tanto come crescita, per non superare livelli complessità che portano a fragilità interna».
La discussione sulle istituzioni finanziarie too-big-to-fail, il cui fallimento pone rischi globali al sistema finanziario, era stata rilanciata ventiquattro ore prima dal governatore di Bankitalia e presidente del Financial stability board, Mario Draghi. Durante un convegno, aveva fatto presente come a livello internazionale sia un problema che sta peggiorando.
Nell'audizione di ieri, comunque, sono emersi problemi e punti di forza nell'attuale situazione del settore bancario. Le perdite sui crediti, ha rilevato Passera, sono «vicine al massimo storico, un dato che si accompagna ai minimi storici dei margini bancari». A questo si accompagna il nodo relativo agli aspetti fiscali: «È un trattamento penalizzante perché le perdite vengono tassate come fossero degli utili. Questo – ha aggiunto – è qualcosa di unico al mondo che sicuramente non aiuta». Sebbene il quadro presenti tali criticità, le banche hanno continuato a fare il loro mestiere: «La tenuta e la forza dei conti economici e degli stati patrimoniali è un valore molto importante – ha sottolineato il consigliere delegato – e nonostante queste difficoltà il credito in Italia non è calato: ha tenuto sia perchè c'è stato il giusto impegno del settore bancario sia perchè si è fatto tanto per aiutare il sistema economico a resistere».
Un impegno che per Intesa Sanpaolo si è tradotto nel mettere «a disposizione 5 miliardi per affrontare i problemi delle piccole e medie imprese, prevalentemente industriali»: risorse utilizzate per finanziare gli interventi sulla moratoria dei pagamenti, sulla gestione degli insoluti e sulla ricapitalizzazione. Intanto «sono circa 18mila, quasi tutte quelle che ce lo hanno chiesto» le imprese a cui Intesa Sanpaolo ha concesso la sospensione dei debiti.
Nel corso del suo intervento, inoltre, Passera ha espresso il proprio parere sulla Banca del Sud. Un via libera ma a patto che sia un «concorrente ad armi pari» con le altre banche e che «non sia qualcosa di distorsivo». Quindi, ha puntualizzato, «se vogliono fare la Banca del Sud la facciano, non saremo certo noi a dire no a tutto ciò che può portare più credito al Sud; basta ricordare che ci sono già banche molto impegnate nel Meridione, e che vogliono continuare ad esserlo». (G. Par.)