Rizzo: «Intesa e Bnp ringrazieranno. Nuvole su Deutsche Bank»

«Nessun problema per UniCredit - Male Commerz - Spagna in bilico»

Qualche banca, come Bnp Paribas o Intesa Sanpaolo, riuscirà anche a beneficiare in Borsa della pubblicazione degli stress test. Qualche altra, come Deutsche Bank o SocGen, potrebbe invece rimanerne un po' scottata. A esserne convinto è Paolo Rizzo, partner di Anthilia sgr, che da oltre 20 anni opera sui mercati azionari, prima come analista e ora come gestore. «Una cosa è certa: in termini generali lo stress test confermerà la stabilità patrimoniale dei maggiori istituti bancari europei. E in molti casi la risposta alla simulazione sarà anche migliore di quanto previsto dai mercati».

In quali casi?

Penso che ad essere premiate sui listini saranno le banche che hanno avuto un comportamento più assennato negli ultimi anni evitando gli eccessi nell'uso della leva. La francese Bnp Paribas ad esempio ha sempre adottato una comportamento virtuoso nelle politiche di bilancio, così come l'italiana Intesa Sanpaolo, che è sempre stata molto attenta. Anche Unicredit, anche se in misura in minore rispetto all'altra italiana, dovrebbe uscire bene dalla simulazione. In prospettiva emergerà il merito di banche che sono esposte verso le economie dei paesi emergenti: Hsbc è la migliore di queste.

Chi invece deve temere maggiormente gli stress test?

Le banche tedesche. Deutsche bank all'apice del suo successo era un hedge fund, in pratica, e utilizzava una leva insostenibile. Negative le attese anche per Commerzbank. Stessa prudenza da usare anche per SocGen.

Gli istituti spagnoli sono sufficientemente patrimonializzati?

Io ne starei lontano. I colossi Bbva e Santander risponderanno meglio delle attese alle sollecitazioni del test, ma io non ci investirei sopra perché ancora non è chiaro quale sia l'entità del l'esposizione alla bolla immobiliare e quali possano essere i danni connessi.

Nel complesso si può essere ottimisti sul settore?

Che i risultati dello stress test siano positivi non significa che il settore bancario sia meritevole di investimento. Io consiglio di puntare al massimo il 5% di un portafoglio esposto sull'equità europeo. Le banche sono destinate a pagare dazio dopo lo tsunami finanziario. La notizia recente dell'introduzione della nuova tassa sulle banche voluta da Francia, Gran Bretagna e Germania è solo l'ultimo atto di una riforma legislativa restrittiva che dovrà colpire gli eccessi degli ultimi anni.

Cosa succederà ai bilanci degli istituti?

Caleranno gli utili da trading o derivanti dalla vendita di prodotti strutturati. E aumenteranno le sofferenze sui crediti perché le difficoltà che sta attraversando l'economia reale non sono affatto finite. Senza contare che un'attività caratteristica come quella sui margini di interesse dovrà necessariamente ridursi.

Ma il comparto non è sottovalutato?

Se guardiamo ai multipli storici lo è sicuramente. Tuttavia bisogna capire se la valutazione precedente è corretta o meno. E sono convinto che la redditività registrata fino a qualche anno fa non tornerà per lungo tempo.