Russia leggera verso le imprese

Nuove misure di riordino dopo la grande riforma del 2000

Di Giovanni Rolle


Semplificazione del quadro normativo e incentivi agli investimenti. Questi i temi dominanti dei numerosi provvedimenti fiscali adottati nella Federazione Russa durante i mesi estivi. Le modifiche giungono a cinque anni di distanza dalla riforma del 2000, caratterizzata da una drastica riduzione delle aliquote sulle società e dall’adozione di una flat tax per le persone fisiche, considerata un modello di riferimento per gli effetti congiunti sulla crescita economica e sulla dinamica del gettito (quasi raddoppiato nel quinquennio).

Il quadro di riferimento. Il sistema fiscale russo comprende imposte federali e regionali, applicate autonomamente dagli 89 fra regioni, distretti, territori e città federali, pur nell’ambito di criteri fissati a livello centrale. Sono federali le imposte sui redditi (delle società e delle persone fisiche), l’Iva e l’imposta sulle successioni e donazioni, mentre a livello locale ha particolare incidenza l’imposta patrimoniale.

I redditi di società di capitali e di persone (se commerciali) sono soggetti a imposta federale nella misura del 24%, ma una quota pari al 19% della base imponibile è attribuita agli Stati o alle regioni, che hanno la facoltà di accordare riduzioni fino a un massimo di quattro punti. Sono tuttora in vigore gli incentivi, istituiti sin dal 1990, per le zone economiche speciali: free custom zones, la più importante delle quali è la regione di Kaliningrad e le off shore zones, quali la Repubblica di Inguscezia.

Le nuove zone economiche speciali. Il provvedimento più rilevante è stato adottato dal parlamento il 13 luglio ed è entrato in vigore a fine agosto, dopo la firma del presidente Putin. Prevede l’istituzione di due nuove categorie di zone economiche speciali: le zone di produzione industriale e le zone ad alta intensità di tecnologia.

Le condizioni di accesso per le imprese sono di natura geografica (i confini saranno stabiliti localmente, secondo criteri forniti dalla legge quadro federale) ma anche dimensionale. È infatti richiesto un investimento complessivo di almeno un milione di euro nel primo anno e di almeno 10 milioni di euro complessivi. I benefici potranno estendersi per un periodo fino a 20 anni e riguarderanno, oltre ad alcuni adempimenti amministrativi, contributi sociali sui redditi di lavoro dipendente, dazi doganali e imposte patrimoniali locali (per le quali, tuttavia, l’esenzione è solo quinquennale).

Sono state già presentate al ministero per il Commercio e lo sviluppo economico diverse richieste preliminari sono già state presentate dalle autorità di numerose regioni (fra le quali quelle di Mosca, Leningrado Orel, Kaliningrad, Astrakhan, N.Novgorod, Samara, Kaluga, Yaroslavl, Vitebsk, e Primorsk) e statali (Karelia a Dagestan).

Le altre modifiche. Con una distinta legge, di fine giugno, è stata operata un’ampia revisione della disciplina delle imposte sui redditi delle società. Fra i profili di maggiore rilievo, vi sono l’accresciuto coordinamento fra le norme tributarie e quelle relative alla formazione del bilancio, la modifica dei criteri di valorizzazione delle opere in corso di esecuzione, l’attenuazione dei requisiti formali di documentazione ai fini della deducibilità dei costi e dell’imputazione a periodo. Infine, con un provvedimento del 1° luglio 2005, è stata abrogata - con effetto dal 1° gennaio 2006 - l’imposta sulle successioni e sulle donazioni. Operazioni che sono state anche sottratte dall’ambito di applicazione delle imposte sui redditi delle persone fisiche, attualmente applicata con l’aliquota unica del 13 per cento.

Si tratta, nel complesso, di semplici adeguamenti, non paragonabili a quelli del 2000 (all’epoca, la riforma aveva suscitato grande interesse ed era stata rapidamente imitata da altri paesi dell’Europa orientale) ma ugualmente significativi nella direzione di un’ulteriore, progressiva riduzione del prelievo.