Vladimir Sapozhnikov
MOSCA
Dopo oltre dieci anni di difficili trattative, il colosso russo del gas ha finalmente fatto il nome: sarà la francese Total il partner strategico di Gazprom per lo sviluppo del gigantesco giacimento di Shtokman, nel Mare di Barents, contenente 3.700-3.900 miliardi di metri cubi di gas naturale. L'annuncio è arrivato dopo una lunga conversazione telefonica tra il presidente francese, Nicolas Sarkozy, e il leader russo, Vladimir Putin. Come ha dichiarato ieri il presidente di Gazprom, Alexej Miller, Total controllerà il 25% della nuova società russo-francese che sarà costituita per «progettare, costruire e finanziare il progetto» e alla quale «apparteranno le infrastrutture produttive del sito», mentre la «licenza operativa più il metano prodotto da Shtokman rimarranno in mano a un'altra sussidiaria, di cui Gazprom controllerà il 100 per cento.
Ma Gazprom ha lasciato la porta aperta anche ad altri pretendenti: il tandem norvegese Statoil e Norsk Hydro (attualmente in via di fusione), nonché l'americana ConocoPhilips potranno ottenere, in un secondo momento, il 24% della società russo-francese, attingendo alle quote di Gazprom, che si riserverebbe comunque il 51 per cento.
La prima fase del progetto Shtokman richiederà investimenti compresi tra 15 e 18 miliardi di dollari: la quota di Total sarebbe di 3-4,5 miliardi. La produzione di gas, che la Russia vuole utilizzare per potenziare le proprie esportazioni di energia verso l'Europa (è in corso la costruzione di un nuovo gasdotto del Baltico tra Russia e Germania), comincerà nel 2013, mentre l'anno dopo sarà avviata la produzione del gas naturale liquefatto, destinato in prevalenza al mercato americano.
L'accordo tra Total e Gazprom sarà firmato oggi a Mosca. «L'intesa - ha detto Miller - rappresenta un nuovo passo importante verso la collaborazione e il partenariato tra Gazprom e le major energetiche del mondo». Per gli analisti, la scelta di Total, finora considerata un outsider del settore energetico russo, rappresenterebbe una mossa politica del Cremlino, che in questo modo cercherebbe di consolidare le relazioni con Parigi, messe a dura prova dall'arrivo di Sarkozy all'Eliseo. Dopo la Gran Bretagna (che per il caso Litvinenko-Lugovoj potrebbe varare sanzioni economiche contro la Russia) e l'Italia, il mercato francese dell'energia rappresenta un importante punto per l'espansione di Gazprom. Alla Borsa di Mosca, il titolo di Gazprom ha guadagnato ieri il 3,14%, mentre l'indice Rts ha raggiunto un nuovo massimo storico di 2.049 punti. Premiata anche Total, che a Parigi ha guadagnato il 3%, a 62,38 euro.
La scelta fatta dalla coppia Cremlino-Gazprom ha permesso al gruppo francese di tirare un sospiro di sollievo. Nelle ultime settimane si era trovato in difficoltà in Russia: com'era già accaduto a Royal Dutch/Shell e al consorzio russo-britannico Tnk-Bp, che di fronte alle pressioni delle autorità erano stati costretti a trasferire a Gazprom il controllo dei progetti di Sakhalin-2 e di Kovykta, anche Total, accusata di violazioni dell'accordo Psa (Product sharing agreement), rischia di perdere la licenza allo sfruttamento del giacimento petrolifero di Kharjanga, con riserve stimate a 1,2 miliardi di barili di greggio. La partecipazione a Shtokman sarebbe una specie di compensazione per la perdita di Kharjanga, che potrebbe essere trasferita alla statale Rosneft.
Quello di Shtokman è considerato il più grande giacimento di gas del mondo: le sue riserve sarebbero sufficienti a soddisfare il fabbisogno mondiale per più di un anno.
Negli ultimi tempi, Mosca ha lanciato una campagna destinata ad annettere una vasta area del Polo Nord, grande 1,2 milioni di chilometri quadrati (quanto Italia, Francia e Germania messe assieme) e molto ricca di petrolio e gas (10 miliardi di tonnellate di idrocarburi), che secondo alcuni scienziati di Mosca sarebbe unita alla Russia da una piattaforma subacquea. Secondo le stime di Us Geological Survey, il 25% delle riserve di idrocarburi rimaste nel mondo si troverebbe nell'Artico, a Nord del Circolo polare. Il diritto internazionale, in base al quale i cinque Stati che si affacciano sull'Artico (Stati Uniti, Canada, Norvegia, Danimarca - tramite la Groenlandia - e Russia) possono sfruttarne solo una piccola zona a non più di 200 miglia dalla costa, è stato messo in discussione da un gruppo di geologi russi.
I piani del Cremlino hanno messo in imbarazzo la comunità internazionale, ma Mosca non sembra intenzionata a fermarsi: il 30 luglio, con un'immersione senza precedenti, i suoi scienziati cercheranno di piantare una bandiera della Russia vicino al Polo Nord, a 4.300 metri di profondità.
MAXIGIACIMENTO
3.900 miliardi (le riserve)
Scoperto nel 1988 sotto il Mare di Barents, lo Shtokman è ritenuto il più grande giacimento di gas del mondo, con riserve per 3.900 miliardi di metri cubi, ai quali si aggiungono 31 milioni di tonnellate di gas liquefatto condensato. Il giacimento contiene più gas di quanto ne serva per rifornire tutto il mondo per più di un anno
23,7 miliardi (la produzione)
La prima fase della produzione sarà di 23,7 miliardi di metri cubi l'anno. L'esportazione comincerà nel 2013. Gazprom progetta di pompare il gas da circa 1.600 metri sotto il fondale marino, trasportarlo a terra con una condotta di 550 chilometri e di lì distribuirlo in Europa o trasformarlo in gas liquefatto in un impianto vicino a Murmansk