Da Intesa Sanpaolo quattro miliardi per portare le imprese all'estero
DUE SERVIZI IN ARRIVO - Con «Export 360°» credito in tutte le fasi dell'operazione «Tradeway» fornirà invece consulenza informativa per business oltre confine
Simone Filippetti
SHANGHAI. Dal nostro inviato
Se la crescita e oggi l'imperativo di governi e aziende, per l'Italia questo si declina nella necessita per le imprese di vendere sempre più il made in Italy all'estero. Dalla vetrina di Shanghai, la città dell'Expo vetrina delle eccellenze mondiali, Intesa Sanpaolo mette sul piatto 4 miliardi di euro per l'internazionalizzazione delle imprese. La banca, sponsor della missione di Confindustria in Cina, ha scelto la metropoli simbolo della globalizzazione dei mercati per annunciare il suo impegno nel rilancio dell'economia italiana: vista dalla rive del fiume Huangpu, dove britannici e francesi per primi crearono un avamposto commerciale che sarebbe diventato la terza piazza finanziaria al mondo prima della rivoluzione comunista, la crisi dei mercati e la recessione dei paesi occidentali sembrano davvero lontane.
La Cina, di fatto, non l'ha nemmeno conosciuta la crisi: l'anno scorso il peggio che il paese ha registrato e stato un rallentamento (il Pil e salito "solo" dell'8,7%, comunque più di quanto ci si attendesse) e quest'anno l'economia ha ripreso a galoppare (+11,7% nel primo trimestre e si stima un +9,5% su tutto l'anno). Il paese cresce, ha sintetizzato Gregorio De Felice capo economista di Intesa Sanpaolo, senza aver bisogno di finanziarsi col deficit pubblico(appena il 2,8% del Pil); mentre lo stock del debito non supera il 18% della ricchezza nazionale.
Dove la Cina ha sentito la crisi e stato nelle esportazioni, cadute del 13% l'anno scorso. Di fronte a questo scenario la risposta del Governo e stata pigiare sul pedale della crescita interna, facendo crescere la domanda nazionale e finanziando il mercato immobiliare e le infrastrutture. La cura ha funzionato perche ora l'export e tornato a salire: la politica di sostegno ai consumi (per scoraggiare l'ancora eccessiva propensione al risparmio, che e circa del 40%), inoltre, sta creando una nuova classe media (con un reddito pro capite di 13mila euro l'anno) di circa 100 milioni di persone. Persone che comprano beni, di cui l'Italia intercetta una fetta crescente: vende prodotti per 6,3 miliardi di euro alla Cina che nel 2009 e stato l'unico paese ad aver aumentato la quota di beni di consumo comprati dall'Italia. Per Pechino, pero, siamo solo il 2,3% del volume totale dei beni che esportiamo, nonostante in dodici anni il controvalore sia quasi triplicato (da 1,8 miliardi del 1998). Ciò fa della Cina il 12esimo mercato per l'Italia (era il 22esimo nel 1999).
I distretti tessili e quelli delle materie plastiche hanno fatto registrare veri e propri balzi nell'export, ma il cono d'ombra e che la presenza italiana non e aumentata significativamente negli ultimi cinque anni (la quota di mercato nel paese non e mai salita oltre l'1,2%).
Intesa Sanpaolo, che e arrivata in Cina circa 30 anni fa, oggi va fiera di «essere l'unica banca al mondo che non ha chiesto soldi, ne ai propri soci ne allo Stato» ha ricordato Gaetano Miccichè. Da questa posizione di forza può quindi offrire un servizio strutturato per l'internazionalizzazione di tutte le imprese che vogliono entrate nei mercati esteri a livello globale.
L'iniziativa si inserisce in una più ampia riorganizzazione del suo desk internazionale (nei 31 paesi in cui e presente): la direzione Global services vede l'accorpamento in tre filiali hub (New York, Hong Kong e Londra) di tutte le attività di back-office cosi da lasciare alle filiali operative maggiore liberta nel business del credito. Nel dettaglio il plafond da 4 miliardi si concretizzerà in due servizi: il primo "Export 360°" permette di ottenere credito in tutte le fasi di un'operazione commerciale (grazie ad anticipi sulle esportazioni fino allo smobilizzo fatture); il secondo "Tradeway" e una gamma di consulenze informative che permettono alle aziende di essere inserite in database e reti commerciali aziendali e ricevere informazioni su clienti esteri.