Auto: Russia in caduta libera ma il peggio è passato
Vladimir Sapozhnikov
Dopo quasi un anno di caduta libera il mercato russo del l'auto comincia a manifestare timidi segnali di ripresa: in settembre le vendite di auto e veicoli commerciali leggeri sono aumentate del 6% rispetto al mese precedente. In ottobre sono state vendute 116.700 vetture, il 52% in meno rispetto allo stesso mese del 2008, ma molti esperti sperano che il fondo sia stato toccato: «Il periodo peggiore è alle spalle» ha detto il presidente di Ford Russia, Nigel Brackenbury.
Alla base della ritrovata crescita del mercato ci sono una maggiore stabilità, l'apprezzamento del rublo, l'aumento del l'ammontare del credito bancario erogato per l'acquisto di automobili e la contestuale diminuzione dei tassi d'interesse.
Sul fatto che i risultati di settembre non siano un fattore stagionale bensì una ripresa vera e propria concordano gli analisti del portale auto-dealer.ru, secondo i quali le automobili beneficiano di una domanda in aumento malgrado i prezzi di listino delle vetture d'importazione prodotte nel 2009 fossero saliti nella prima metà dell'anno in media del 25 per cento. Ma, grazie ai programmi di incentivazione di vario tipo e agli sconti offerti dai dealer, i prezzi reali di vendita sono cresciuti solo del 15-19 per cento.
Per il ministro dell'Industria e commercio Viktor Khristenko l'industria dell'auto russa è stata colpita dalla crisi finanziaria globale in maniera molto più dura rispetto ad altri settori dell'economia nazionale. Mentre il calo della produzione di auto rischia di raggiungere nel 2009 il 70%, la crescita dovrebbe cominciare nella seconda metà dell'anno prossimo: nel 2010 lo Stato stanzierà 20 miliardi di rubli (700 milioni di dollari circa) per gli acquisti centralizzati statali di autovetture, sarà potenziato il programma di crediti sovvenzionati da utilizzare per l'acquisto di auto (nei primi nove mesi del 2009 questo programma ha propiziato la vendita di 40mila vetture).
Altri dieci miliardi di rubli di fondi pubblici saranno stanziati per finanziare il programma di rottamazione di vetture vecchie, che non potrà non stimolare la domanda. Attualmente in Russia circolano circa 18,5 milioni di auto prodotte prima del 1999. Di queste, nel 2010 il piano statale di incentivazione dovrebbe indurre a rottamarne non più di 200mila.
«Siamo d'accordo che nel 2010 il mercato russo dell'auto rientrerà nella fase di crescita attiva», ha sottolineato l'analista di Ernst & Young Ivan Bonchev, secondo cui in questo momento la saturazione del mercato è ancora ben lontana. La Russia dispone quindi di un considerevole potenziale di crescita nel medio-lungo termine.
«Inoltre si ristabilisce la fiducia dei consumatori che tra la fine del 2008 e l'inizio di quest'anno hanno posticipato l'acquisto di un'auto nuova in attesa di tempi migliori», ha detto Bonchev.
Ma per arrivare sui livelli ante crisi il mercato russo dell'auto ha davanti a sé un cammino lungo e difficile. In settembre per le vendite di automobili la Russia (117.981 auto) è slittata al quinto posto, dopo la Gran Bretagna con 368mila vetture vendute (+11%), la Germania (316mila vetture), l'Italia (189.476 auto, +6,8%) e la Francia (183.248 vetture, +14,1%).