A Intesa Sanpaolo gli sportelli Mps

L'istituto di Siena rinvia al 2010 la vendita degli immobili strumentali - Il gruppo guidato da Passera con questa acquisizione raggiunge nelle province toscane una quota di mercato tra il 13 e il 16%

Cesare Peruzzi
FIRENZE
Slitta al 2010 la vendita degli immobili strumentali di Banca Mps. L'operazione, del valore di 1,7 miliardi è in attesa del via libera da parte della banca d'Italia, che però su questo fronte sta aggiornando la normativa di vigilanza.
In particolare, come riferisce Radiocor, sarebbe allo studio uno specifico «filtro prudenziale» che potrebbe ridurre gli effetti sul Core Tier 1 di Siena (40 punti base), considerando una plusvalenza attesa di 430 milioni.
Intanto, Intesa Sanpaolo versa 200 milioni nelle casse di Rocca Salimbeni e incamera 50 agenzie Mps (47 in Toscana e 3 nel Lazio), che prenderanno le insegne di Banca Cr Firenze, la sub-holding del gruppo milanese per il Centro Italia. Il closing dell'accordo è stato formalizzato ieri con l'assistenza degli advisor Kpmg e Leonardo&Co per Intesa Sanpaolo, Rothschild e Goldman Sachs per Montepaschi (sul fronte legale erano schierati rispettivamente gli studi Chiomenti e Legance). Il prezzo sconta un multiplo implicito di circa il 9% sulla raccolta.
Con questa operazione, Intesa Sanpaolo raggiunge una quota di mercato tra il 13 e il 16% nelle province toscane in cui acquisisce le nuove agenzie. Si tratta di una percentuale in linea con la media nazionale (17%) del gruppo guidato da Corrado Passera. Montepaschi mantiene invece la leadership regionale, avendo circa il 22% del mercato nelle dieci province della Toscana.
Siena adesso punta a vendere altri 30-35 sportelli entro fine anno sulla base di una valutazione analoga (4 milioni a filiale). La trattativa è in corso e vede in prima fila Cariparma (gruppo Crédit Agricole) e Barclays. Alla fine, come hanno recentemente fatto capire i vertici di Banca Mps, le agenzie cedute nel 2009 non saranno più di un centinaio, considerate le 15 già finite alla Popolare della Puglia e della Basilicata (per una cifra di 73,5 milioni). Ne restano da dismettere altre 35, secondo le richieste dell'Antitrust; 50 in base agli annunci dello stesso gruppo di Rocca Salimbeni.
«Stiamo facendo del nostro meglio, considerate le condizioni del mercato. Cederemo gli altri sportelli nel corso del 2010», è stato il commento di Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, presidente e direttore generale di Banca Mps, in occasione dell'ultima assemblea della società, il 24 novembre scorso. L'anno che sta per chiudersi porterà dunque a Siena circa 420 milioni dalla vendita delle agenzie. Con queste risorse, a cui si aggiungeranno 1,9 miliardi in arrivo dall'utilizzo dei Tremonti-bond, la cui procedura è già avviata, il gruppo di Rocca Salimbeni porterà i coefficienti patrimoniali ben al di sopra del 7,6% di Tier 1 espresso dai conti consolidati del terzo trimestre.
L'ultimo tassello del dossier dismissioni, poi, riguarderà la vendita degli immobili. Che però, a questo punto, non andrà in porto prima di gennaio. Poi Siena potrà voltare davvero pagina. E, assorbiti gli effetti dell'integrazione di gruppo, concentrarsi sulla stesura del nuovo piano industriale, la cui ufficializzazione è attesa nella prima metà del 2010.