Mediobanca si conferma prima nelle acquisizioni italiane

Intesa Sanpaolo sale invece sul podio per numero di operazioni a cui ha partecipato nel 2009: 34 annunciate e 28 concluse.

In un mercato dell'M&A assai asfittico, Mediobanca è riuscita a confermarsi prima nella classifica di Thomson Reuters sui principali advisor finanziari che hanno operato in Italia. Piazzetta Cuccia è salita sul primo gradino del podio grazie al consistente controvalore delle operazioni a cui ha partecipato. La medaglia spetta invece a Intesa Sanpaolo se si considera il numero di transazioni annunciate e concluse nel 2009.
Nel dettaglio, Mediobanca si è ritagliata una fetta cospicua del mercato delle fusioni e acquisizioni del paese pari al 53,4%. Un risultato conseguente al giro di denari movimentato dalle transazioni firmate da Piazzetta Cuccia: 30 miliardi di dollari. Un valore indiscutibilmente inferiore a quello registrato nel 2008 (50,5 miliardi di dollari) ma indubbiamente molto più rilevante rispetto a quello attribuito alla seconda classificata: Jp Morgan. Quest'ultima ha fatto da advisor in nove deal annunciati per un controvalore di 22,2 miliardi. La distanza tra i due istituti si assottiglia se si esaminano le operazioni effettivamente concluse: 25,7 miliardi per Mediobanca e 21,9 miliardi per Jp Morgan. Terza in classifica Morgan Stanley che ha partecipato in qualità di advisor a 13 operazioni per un controvalore complessivo di 21,28 miliardi di dollari.
Intesa Sanpaolo, come detto, è risultata invece prima come numero di deal annunciati, 34 contro i 33 di Mediobanca, e conclusi, 31 contro i 28 di Piazzetta Cuccia, seconda in entrambe le situazioni. Tutti e due gli istituti, peraltro, figurano nella classifica stilata da Thomson Reuters a livello europeo. In questo caso il ranking è guidato da Morgan Stanley con oltre 291 miliardi di dollari di operazioni "firmate", seguita dal Credit Suisse con 271 miliardi di dollari, mentre Mediobanca si è posizionata al diciassettesimo posto (il sedicesimo nel 2008) e Intesa Sanpaolo al ventiquattresimo posto (con un rilevante salto in avanti rispetto alla trentaseiesima posizione occupata nel 2008). Entrambe poi compaiono nella classifica francese (Intesa Sanpaolo ventiduesima e Mediobanca ventiquattresima) mentre la sola Piazzetta Cuccia si è classificata decima in Spagna. Complice, ovviamente, la partecipazione a una delle operazioni dell'anno, la quinta nella classifica europea, ossia l'acquisto da parte dell'Enel di un ulteriore 25% di Endesa (13,4 miliardi di dollari contro i 58 miliardi di Bhp-Rio Tinto).
Tutto ciò si è inserito in un mercato dell'M&A in decisa retromarcia rispetto all'anno precedente. A livello globale l'attività di fusioni e acquisizioni del 2009 ha movimentato complessivamente 2.100 miliardi di dollari, in calo del 28% rispetto all'anno precedente. Tutto ciò sebbene il numero di deal sia sceso solo del 7%. Buona parte di queste operazioni ha visto peraltro protagonista lo stato, basti pensare che gli investimenti governativi hanno rappresentato circa il 16,6% di tutta l'attività di M&A del 2009, una percentuale mai raggiunta prima. Alla luce poi delle stime di Thomson Reuters, le commissioni complessive a livello globale hanno superato di poco i 20 miliardi di dollari, con una contrazione di oltre il 40% sul 2008.