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La Russia premiata dalle commodities

10 ott 05

 

«Il listino di Mosca rappresenta in toto le materie prime. Con un unico prodotto è possibile diversificare sia per settore sia per aree geografiche»

 

«Faccio fatica a vedere i tassi salire di molto, ma di qualche frazione sicuramente». Con questo esordio Mario Tomasi, direttore investimenti di Aletti Gestielle Sgr, sottolinea il suo pensiero sui rischi derivanti da una possibile fiammata dei tassi.

Signor Tomasi, con il prezzo del petrolio a 70 dollari non intravede quindi rischi sul mercato monetario?

È pressochè impossibile immaginarsi tassi in rialzo come cinque anni fa. Anzi, per assurdo il petrolio a questi livelli è disinflazionistico perchè frena i consumi. E se i tassi rimangono così bassi, ci sarà un ulteriore beneficio per i Paesi emergenti che dal 1998 hanno corso già parecchio.

Tra gli emergenti qual è il mercato finanziario che preferisce?

Sicuramente la Russia. Nonostante la brillante performance degli ultimi tre mesi (+37,45%), credo che sia ancora una scelta vincente perchè rappresenta in toto le materie prime: in primo luogo petrolio, gas e via via tutte le altre di cui i Paesi emergenti asiatici sono affamati.

Il buon risultato ottenuto dal vostro fondo Gestielle East Europe è imputabile soprattutto al buon andamento di tale mercato?

Attualmente la Russia pesa oltre il 60 per cento. Avevamo abbandonato tale mercato verso la fine del 2004, ma per problemi politici non certo economici. Peraltro dopo il caso Yucos gli investitori esteri si erano spaventati, ma superata questa crisi i fondamentali del Paese sono premianti.

Questo fondo classificato come Azionario Paese può essere quindi preso in considerazione anche in un’ottica di diversificazione settoriale?

Chi compra questo prodotto, compra in pratica materie prime. Il listino russo è composto per il 90% da titoli legati alle commodities.

 

Gianfranco Ursino