Mosca sbarca sulla via Emilia
Alessandro Merli
BOLOGNA
La Russia vuole importare il modello della meccanica avanzata emiliana, le imprese emiliane del settore puntano ad aumentare l'export verso Mosca - che già oggi rappresenta il sesto mercato per i prodotti della regione - anche come via d'uscita dalla crisi che non ha risparmiato neppure i gruppi di maggior successo. Da una visita a Bologna, Modena e Reggio Emilia del ministro dell'Industria russo, Viktor Khristenko, sono usciti ieri numerosi spunti di collaborazione e possibili affari. L'Emilia-Romagna ha già quadruplicato, a circa 2 miliardi di euro, l'export verso la Russia dall'inizio del decennio e la meccanica rappresenta circa la metà dell'intera quota dei prodotti manufatti, ma tutti i protagonisti della meccanica avanzata incontrati dall'esponente del governo russo sono convinti che l'unica grande economia emergente in territorio europeo offra ulteriori opportunità. Sia Maurizio Marchesini, presidente del Marchesini Group e dell'Unione industriali di Bologna, sia Franco Stefani, fondatore della System di Fiorano, sia Fabio Storchi, presidente della Comer di Reggiolo, hanno annunciato, durante la visita del ministro alle rispettive aziende, programmi di espansione sul mercato russo. Il Club della Meccatronica, il gruppo di imprese reggiane che uniscono nei loro prodotti meccanica ed elettronica, ha aperto a collaborazioni con Mosca.
Khristenko, che questa settimana ha incontrato anche il suo collega italiano Claudio Scajola, ha previsto, pur senza voler entrare in dettagli, che entro l'anno potrebbero esserci novità importanti nella collaborazione italo-russa nell'aviazione e negli elicotteri, nei materiali compositi e nel settore automobilistico. Qualcosa di più potrebbe emergere al forum bilaterale, con la partecipazione del presidente russo, Dimitri Medvedev, e del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, fra due settimane a Roma. Ma nella visita di due giorni, organizzata da Confindustria Emilia-Romagna, il ministro ha concentrato la sua attenzione sul cluster della meccanica avanzata. «Lo sviluppo dell'industria manufatturiera della Russia, che vuole essere un partner dell'Europa non più solo come esportatore di materie prime, e i rapporti stessi l'Italia - ha detto - passano anche dalla crescita dei distretti nella nostra economia. Per questo, siamo venuti a confrontarci direttamente con un modello di distretto che non è più quello di trent'anni fa, ma che si è evoluto in risposta alle sfide della globalizzazione».