Giovanni Bazoli: «Sono fiducioso sul caso Intesa Sanpaolo-Agricole»

I francesi fanno i conti con la mancata riforma degli Ias e la rivalutazione della Borsa - Zanetti (Ubi): «Non cediamo l' 1,2% di Ca' de Sass».

MILANO
«Sono convinto che si troverà una soluzione valida, ho sempre espresso questa fiducia e lo confermo». Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, resta fiducioso in una soluzione soddisfacente per tutti del caso Generali-Credit Agricole, tuttora all'esame dell'Antitrust che a metà gennaio chiuderà l'istruttoria aperta nei confronti di Intesa Sanpaolo, che rischia una sanzione di 500 milioni di euro. Il nodo da sciogliere riguarda la violazione degli accordi siglati tra l'Agricole e la banca italiana ai tempi della fusione con Sanpaolo-Imi. I francesi avrebbero dovuto ridurre la loro quota in Intesa sotto al 5% (dall'attuale 5,8%) e poi sotto al 2% entro fine 2010. Non l'hanno fatto, causa la caduta dei mercati e la discesa del prezzo di Borsa di Intesa che avrebbe comportato una minusvalenza compresa tra 1,5 e 2 miliardi. Invece di chiedere una proroga all'Antitrust, l'Agricole ha siglato un accordo di consultazione con le Generali (che hanno circa il 5%). Un «patto leggero», che avrebbe dovuto rendere strategica la partecipazione agli occhi dei revisori francesi. Permettendo dunque di non svalutarla.
L'Antitrust non ha giudicato accettabile il patto, ma ha poi concesso una dilazione fino a metà gennaio all'Agricole per risolvere il caso. Una tempistica, quella del rinvio a inizio anno nuovo, che avrebbe potuto consentire la soluzione del problema con la riforma degli Ias 39, che avrebbero dovuto permettere – con una nuova normativa contabile – all'Agricole di non dover svalutare la quota Intesa (e dunque di cancellare l'accordo con Generali, senza danni per il proprio bilancio. Lo stop alla revisione degli Ias da parte della Commissione europea ha riaperto il problema. Una patata bollente per i nuovi vertici del Credit Agricole, che da pochi giorni ha annunciato l'uscita di scena dell'attuale presidente Renè Carron e del direttore generale Georges Pauget (che avevano interloquito con l'Antitrust italiana sul caso Intesa).
Giovanni BazoliBazoli continua a dirsi «fiducioso» di una soluzione valida. Ma per il momento la matassa resta intricata. Anche perché l'Antitrust resta vigile. «La procedura è in proroga, ma non si dorme: i nostri uffici sono in contatto con le parti, noi siamo in contatto con Banca Intesa», ha commentato ieri il presidente dell'Antitrust Antonio Catricalà.
A due mesi dalla scadenza della proroga concessa dall'Antitrust, a favore dell'Agricole gioca – per ora – solo il sensibile recupero dei prezzi di Borsa di Intesa Sanpaolo che, anche dopo i positivi risultati trimestrali, sono tornati stabilmente sopra quota 3 euro. Un recupero che limita la minusvalenza nei conti dell'Agricole, ma che ancora è distante dal prezzo di carico (mai comunicato ufficialmente dai francesi).
La vicenda del patto Agricole-Generali è formalmente distinta dal dibattito tra i soci di Intesa Sanpaolo sul rinnovo del consiglio in scadenza ad aprile. Ma inevitabilmente è destinata a intrecciarsi con le manovre della Compagnia San Paolo, che rivendica un maggiore peso in Intesa dopo l'incremento della quota dal 7,9 al 9,9 per cento.
«Non mi pare ci siano elementi nuovi che meritino di essere commentati», ha risposto ieri Bazoli a chi gli chiedeva lo stato dell'arte del dialogo tra i soci. E il giorno prima, il presidente della Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti (socia al 4,68% di Intesa) aveva smorzato i toni dei contrasti: «Tra le Fondazioni non c'è nessun disaccordo». Facendo balenare, però, l'ipotesi che la Cariplo possa incrementare la propria quota. Nei giorni scorsi, l'a.d. di Ubi Banca aveva ventilato la possibilità che Ubi metta in vendita la propria partecipazione (circa 1,2%). Proposito di medio periodo, da intendersi nel senso che la quota in Intesa è da considerarsi strategica. Ma l'eventuale cessione non sarà imminente. «Per adesso non stiamo valutando la cessione della quota in Intesa Sanpaolo – ha detto ieri il presidente del consiglio di gestione di Ubi Banca Emilio Zanetti – non c'è nessuna determinazione in proposito».
Al.G.