Sui contrasti del valore doganale della merce e il prezzo da contratto
Infine, il Governo russo ha fornito delle spiegazioni riguardo alle situazioni in cui le società non capivano come registrare la merce se il valore delle merci importate stabilito dalla Dogana russa superava di gran lunga il costo della stessa merce previsto dal contratto commerciale.
Il concetto del valore doganale della merce viene definito dall’articolo 322 del Codice doganale della Federazione Russa, in base al quale il valore doganale rappresenta una base fiscale per il calcolo dei dazi doganali e viene applicato esclusivamente dalle dogane. La modalità per definire il valore doganale è regolamentata dall’articolo 323 del Codice doganale, in base al quale gli organismo doganali hanno il diritto di dichiarare di non essere d’accordo con il metodo scelto dal dichiarante per definire il valore doganale della merce e, di seguito, proporre al dichiarante di usare un altro metodo per definire il valore doganale della stessa merce. In conseguenza del metodo usato per definire il valore doganale della merce, questo valore può coincidere o non coincidere con il valore della stessa merce indicato nel contratto commerciale. Inoltre, in base alla regola stabilita dal punto 2 dell’articolo 19 della Legge sulla tariffa doganale, per le persone interdipendenti il valore della merce definito dal contratto commerciale non deve essere accettato come valore doganale della stessa merce. Nello stesso tempo il Codice doganale non definisce le responsabilità dei partecipanti delle operazioni del commercio con l’estero per quanto riguarda l’introduzione dei cambiamenti nel valore doganale della merce nel caso in cui esse dovesse distinguersi dal valore doganale. Vale a dire che gli organismi doganali non hanno il diritto di interferire nei calcoli e neppure nei pagamenti tra le parti coinvolte nell’affare commerciale.
In base al capitolo 2 delle regole della rendicontazione finanziaria, le merci vengono accettate per la rendicontazione da ragioneria a seconda del loro prezzo reale, che in particolare deve comprendere le somme, pagate in base all’accordo commerciale al venditore della merce, nonché le tasse pagate alla dogana. Le regole della rendicontazione finanziaria non prevedono la registrazione delle merci in base al loro valore doganale. In altri termini, il valore doganale incide lateralmente sul prezzo reale della merce e rappresenta un sistema di calcolo per definire le tasse da pagare alla dogana.
In conformità all’articolo 320 del Codice fiscale della Federazione russa il contribuente ha il diritto di costituire il valore delle merci in base al prezzo di acquisto, definito dal contratto commerciale con le spese legate all’acquisto di queste merci (in particolare con le tasse pagate alla dogana). Il Codice fiscale non prevede la registrazione delle merci in base al loro valore doganale.
Come previsto dall’articolo 40 del Codice fiscale per gli scopi di tassazione viene accettato il prezzo della merce, indicato dalle parti dell’affare commerciale. Gli organismi fiscali hanno il diritto di controllare la correttezza dei prezzi tra le persone interdipendenti e nei casi fondati aggiungere delle somme alle tasse da pagare utilizzandone i prezzi al commercio al minuto della stessa merce. Il calcolo delle tasse interne russe in base al valore doganale della merce non è previsto dal Codice fiscale.
Gli organismi fiscali non hanno il diritto di controllare i rapporti doganali e non possono presentare al contribuente pretese sulla diversità del valore della merce come da contratto commerciale e del valore doganale della medesima. Dal momento che nel caso concreto il valore da contratto della merce sia inferiore al valore doganale, l’aumento del valore da contratto a quello doganale porterebbe all’incremento delle spese del contribuente e, di conseguenza, diminuirebbe la base imponibile per la tassa sui redditi. Vale a dire che gli organismi fiscali non hanno alcun interesse a presentare pretese riguardo alla differenza tra il valore da contratto e quello doganale della merce. Per quanto riguarda l’Iva doganale, il suo pagamento viene controllato dagli organismi doganali, mentre nella competenza degli organismi fiscali si trova esclusivamente il controllo dell’esattezza della presentazione di questa Iva alla rispettiva detrazione. Ciò significa che anche nella parte dell’Iva doganale gli organismi fiscali non sono interessati a penalizzare il contribuente.
In ogni caso, la presentazione di un ricorso al tribunale per contestare la correttezza dei dazi doganali pagati in caso di un aumento del valore doganale della merce è possibile nel modo seguente. In base all’articolo 355 del Codice doganale della Federazione Russa al competente organismo doganale si presenta una dichiarazione motivata sul rimborso delle somme pagate oltre il dovuto. Dopo aver ricevuto dall’organismo doganale una risposta negativa riguardo al rimborso, si può fare ricorso al tribunale per invalidare questa decisione delle dogane. Il consenso del dichiarante con la definizione del valore doganale della merce, proposta dalla dogana, non esclude la possibilità di una revisione dal dichiarante. Il punto 9 dell’articolo 355 del Codice doganale stabilisce una lista più che esauriente e precisa i casi in cui le somme delle tasse doganali pagate oltre il dovuto non possano essere rimborsate. In ogni caso, la parte lesa deve rispettare il termine di tre anni per presentare ricorso sul rimborso.
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