Via libera al South Stream
Focus su fonti rinnovabili
Federico Rendina
ROMA
Via al nuovo supergasdotto South Stream per aggirare il problematico passaggio del gas russo dall'Ucraina e garantire «più sicurezza» energetica all'Italia e all'Europa, come afferma il presidente russo Dmitri Medvedev. Da ieri l'inizio lavori è più vicino. C'è il rinnovato suggello dei governi all'alleanza paritaria italo-russa tra Eni e Gazprom. E i due hanno messo nero su bianco anche l'accordo per allargare l'alleanza alla francese Edf, anche se l'alchimia dell'ingresso deve ancora essere definita.
Edf avrà il 10%, forse qualcosa di più. Gazprom vorrebbe che l'Eni smobilitasse di pari misura. L'Eni punta a rimanere paritaria con i russi e quindi a cedere quote uguali. «Problema risolvibilissimo» insistono il numero uno dell'Eni Paolo Scaroni ma anche il capo di Gazprom Alexey Miller, onorando un vertice governativo dominato dagli abbracci. E mentre già si mobilitano i finanziatori (da noi, tra gli altri, Intesa Sanpaolo) si azzarda una soluzione in tempi brevi. Forse già per l'11 dicembre a Venezia, quando Eni e Gazprom celebreranno i 40 anni di collaborazione metanifera.
E anche il presunto testa a testa con l'altro grande gasdotto disegnato tra l'Europa e il quadrante asiatico, il Nabucco che piace tanto agli americani, sembra non dare più problemi. «Nessuna competizione», passaggi diversi, semmai complementari, sottolinea Silvio Berlusconi.
C'è poi ben altro nella rete di patti energetici stipulati ieri a Villa Madama. E si va ben oltre la collaborazione negli idrocarburi, tradizionale core business dell'economia russa. I nostri partner hanno fame di progresso e lo dicono. Si collaborerà, di sicuro, nel nucleare. Ma ecco le ottime intenzioni nell'efficienza energetica e nella corsa alle fonti rinnovabili. I due ministri dello sviluppo e dell'energia, Claudio Scajola e Sergey Shmatko, promettono addirittura di parlare con una voce sola (vedi l'intervento a doppia firma, ieri, sul nostro giornale) ampliando progressivamente la collaborazione non solo industriale ma anche tecnologica.
Gioisce l'Enea, protagonista di un accordo organico, per ora triennale ma «estendibile» – firmato dal commissario Giovanni Lelli e da Timur Ivanov, direttore della neonata agenzia russa per l'efficienza – sulla ricerca nell'energia esteso anche al miglior uso nei trasporti e nell'edilizia. Gioisce l'Enel: campo libero per diffondere anche in Russia i suoi ottimi contatori digitali, che i russi vorrebbero usare anche per favorire la differenziazione delle offerte in uno scenario commerciale che promettono di liberalizzare (non è notizia da poco) entro il 2011.
Nell'attesa delle infrastrutture rafforzate e di una collaborazione commerciale e tecnologica sempre più stretta il ministro Shmatko promette di garantire comunque le tradizionali forniture di gas all'Italia, qualunque trappola l'Ucraina e altri dovessero congegnare, dice in sostanza il ministro russo. Che in un intervista a "Elementi", il periodico del nostro Gestore dei servizi energetici, focalizza l'altro grande obiettivo della rivitalizzata collaborazione con l'Italia. Si svilupperanno, insieme, tutte le fonti rinnovabili: eolico e solare, ma anche biocombustibili e mini-idro.