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Mosca esporta uranio e reattori veloci 08 feb 10
Collaborazione tecnologica con Siemens, Toshiba e Ansaldo-Finmeccanica e con i produttori di combustibile nucleare.
Sergio A. Rossi
MOSCA
Dal combustibile alle centrali, la Russia entra con decisione nel business dell'intera supply chain del nucleare. Rosatom, la Corporazione pubblica nel settore dell'energia nucleare, investirà 3,1 miliardi di euro entro il 2015-20 per lo sviluppo di nuove tecnologie, inclusi i reattori a neutroni veloci della prossima generazione. Ma Mosca mira al ruolo futuro di primo attore anche nella produzione ed esportazione dell'uranio. Nel 2008 l'Armz, società posseduta dalla corporation di Stato del settore, Rosatom, ha prodotto 3.688 tonnellate di uranio, come quinta del mondo, nel 2009 ha già superato le 4.700 tonnellate e nel 2010 supererà le 5.300. L'intera produzione di Rosatom, incluso il settore militare, è invece prevista a 15mila tonnellate nel 2010.
Rosatom (logo)La Russia è oggi al terzo posto mondiale come riserve di uranio, almeno il 10% e 546mila tonnellate, contro il 23% di Australia e il 15% del Kazakhstan. Il Canada, primo produttore mondiale, ha solo 423mila tonnellate di riserve dopo il Sudafrica (435mila).
Nel campo delle tecnologie nucleari, anche se ancora distante quantitativamente dai leader occidentali, la Russia dispone oggi del 15% del parco di centrali atomiche nel mondo, e del 6% della potenza nucleare mondiale installata, dopo Usa (26%), Giappone (13%) e prima di Germania (5,6%). Ma la domanda di centrali e di combustibile nucleari è forte, e vede in primo luogo paesi come India e Cina: quest'ultima intende installare ben 70 reattori nucleari entro il 2.030, cioè un mercato di svariate decine di miliardi di dollari, che fa gola a molti.
L'obiettivo russo è una diversificazione dei mercati e una politica di alleanze con paesi e società tecnologiche leader, come la tedesca Siemens, la giapponese Toshiba, l'italiana Ansaldo/Finmeccanica e altri. Con gli Stati Uniti vi sono già significativi accordi sui combustibili fissili per cui Tvel, società di commercializzazione all'estero dell'uranio, copre oggi il 45% del fabbisogno di combustibile degli impianti nucleari Usa, ma il contratto terminerà nel 2013, e i due partner governativi non sono interessati a rinnovarlo. Tuttavia esso è già in via di sostituzione, per esempio con gli accordi del 2009 tra Rosatom e sei diversi operatori privati americani di reattori nucleari, poiché il mercato Usa rimane in ogni caso una grande scommessa per il futuro.
Oltre alla Cina, con la quale le trattative sono in corso per attuare i memorandum di intesa per le centrali nucleari firmati nelle varie visite politiche al vertice, la Tvel ha concluso nel marzo del 2009 un contratto con l'India per la fornitura di combustibili e la costruzione di centrali del valore minimo stimato di 700 milioni di dollari.
La strategia di espansione del ruolo nucleare civile russo passa anche attraverso la collaborazione con altri grandi produttori di uranio, come i canadesi della Cameco e i kazaki, e infine con l'acquisizione di nuovi giacimenti utili a garantire le forniture internazionali. Tale è stato il recente acquisto dei grandi giacimenti mongoli di Nomod, in pratica subentrando alla canadese Khan Resources, mentre il governo di Ulan Bator continuerà a detenere il 21% della società. Infine, questa primavera dovrebbero iniziare i lavori di costruzione della centrale di Bushehr, in Iran.