Medvedev cerca idee in Silicon Valley

Il leader russo in visita in California pensando al centro hi-tech di Skolkovo - Attesa la firma sulla fornitura di carburante russo alla base americana di Manas, in Kirghizistan, a sostegno delle operazioni in Afghanistan.

Antonella Scott
A spasso per la Silicon Valley con John Chambers di Cisco Systems, che ha promesso investimenti per un miliardo di dollari; con Evan Williams e Biz Stone - i fondatori di Twitter - a lanciare il suo primo tweet: «Ciao a tutti, San Francisco è molto bella». Con Steve Jobs, a cui Dmitrij Medvedev avrà sicuramente chiesto anche consigli personali, essendo già proprietario di un iPad. «Questa non è una gita - ha chiarito il presidente russo - spero che sia l'inizio di una collaborazione potente». Arnold Schwarzenegger, che lo ascoltava, si è impegnato a mettere insieme una missione commerciale di manager del settore hi-tech per contribuire al progetto Skolkovo «in tutti i modi possibili».
Dmitrij e Arnold. Il presidente russo Medvedev con il governatore della California SchwarzeneggerSkolkovo sarà una Silicon Valley alle porte di Mosca, una città del futuro che Medvedev ha messo al centro del proprio sogno, modernizzare la Russia dandole un'economia diversificata, basata su conoscenza e tecnologie. Al sogno sono invitati a partecipare gli stranieri: Eric Schmidt, chief executive di Google, ha già accettato di entrare nel board di Skolkovo. Medvedev ha incontrato lui ma non Sergey Brin, simbolo di quanto la Russia ha perduto in passato lasciando andar via le proprie risorse: Brin, fondatore di Google, abbandonò l'Unione Sovietica nel 1979, a sei anni. Tempo dopo, pensando alla corruzione, definì il paese natale «una Nigeria con la neve»: Mosca non ha gradito.
Tanto più che Medvedev - lasciandosi alle spalle le ombre della nuova crisi del gas con la Bielorussia - ha voluto portare in questo viaggio una Russia diversa: quella del "reset" su cui gli americani possono contare, quella di un futuro che in qualche modo parte da qui. Medvedev, che ieri ha tenuto un discorso alla Stanford University, non è il primo russo a cercare qui ispirazione, e la sua idea di Skolkovo è nata a conclusione di uno stage di alti funzionari del Cremlino all'Mit. Con questa Russia, ha dichiarato ieri il vice consigliere per la sicurezza nazionale Ben Rhodes, la Casa Bianca è pronta a rafforzare i legami economici, facendone un pilastro del rapporto bilaterale: «Un'economia russa in crescita, innovativa, avviata sulla strada delle riforme è una situazione in cui si può solo vincere».
Oggi, a Washington, Medvedev e Barack Obama vogliono dimostrare che il "reset" ha ricadute positive sul piano commerciale e per il business. I russi contano su una parola che metta fine alla lunga attesa alle porte della Wto, l'Organizzazione mondiale del commercio; gli americani attendono un accordo - l'acquisto di 65 Boeing 737 - che dimostri come un buon rapporto con Mosca frutta posti di lavoro in patria. Ma oltre l'economia, c'è un accordo che dimostrerebbe più di tutti quanto si può andare lontano sulla strada del "reset". Mosca e Washington stanno lavorando a un'intesa che vedrebbe la Russia principale fornitore di carburante alla base americana di Manas, in Kirghizistan, a sostegno delle operazioni in Afghanistan. Obama e Medvedev potrebbero firmare oggi. Un clima propizio l'ha preparato ieri Schwarzenegger, quando ha raccontato a Medvedev ridendo i giorni gelidi passati in Urss a girare "Danko", nel 1988, prima troupe americana autorizzata a filmare sulla Piazza Rossa. La storia era appropriata: nel film i due protagonisti, un poliziotto americano e un russo, sono amici.
 

“Il Sole 24 Ore” 24.06.2010, p.10