portale mercati CSI giovedì 11 marzo 2010
ZAO Banca Intesa
Il Sole 24 ORE
 HOME PAGE
 Iscrizione alla newsletter  Chi Siamo  Contatti
DA IL SOLE 24 ORE
 EDITORIALE
 APPROFONDIMENTI
 TREND E MERCATI
 GUIDA PRATICA
 MERCATI FINANZIARI
 LEGGI E NORME
 DA IL SOLE 24 ORE
 BUSINESS CENTER
 CALENDARIO FIERE
 Notiziario CSI - il PDF

Gazprom conquista Sibneft Il monopolista pubblico russo del gas diventerà una super major dell’energia

10 ott 05

 

MOSCA - Nell’ambito del maggiore take over in Russia di tutti i tempi, il colossale monopolio pubblico Gazprom che produce circa il 25% del gas naturale mondiale, ha acquisito ieri dalla società Millhouse Capitale del miliardario Roman Abramovich il controllo del big petrolifero Sibneft . In base all’accordo Gazprom si è impegnato a pagare 13,091 miliardi di dollari per il 72,66% di Sibneft, una valutazione di compromesso tra le pretese di Abramovich (15 miliardi di dollari) e il bid iniziale di Gazprom (10 miliardi). Prima di raggiungere l’intesa con Abramovich, Gazprom era già riuscito ad acquistare sul libero mercato oltre il 3% delle azioni di Sibneft. Il possesso del 75,7% di capitale della quinta tra le maggiori compagnie petrolifere della Russia, che produce 660mila barili di greggio al giorno, dovrà garantire a Gazprom il controllo strategico di Sibneft.

L’acquisizione di Sibneft si trovava alla base di un piano del Cremlino, volto a trasformare il monopolio del gas naturale in una super major dell’energia globale: «Il rafforzamento della componente petrolifera nelle attività Gazprom permetterà di rendere ancora più efficace il lavoro del gruppo in Russia e sui mercati globali», ha sottolineato il presidente di Gazprom Alexej Miller.

La notizia ha catalizzato i mercati finanziari: alla Borsa di Mosca l’indice Rts ha sfiorato ieri il nuovo massimo storico di mille punti, anticipando di ben due mesi le previsioni più coraggiose degli analisti. E questo nonostante il fatto che il titolo Sibneft abbia perso ieri l’8,25% per timori della scarsa efficienza del futuro management statale. Invece la capitalizzazione di mercato di Gazprom è salita a 124 miliardi di dollari.

Tranne alcune major petrolifere, tra cui la francese Total Fina che da tempo "ventilava" la possibilità di investire in Sibneft, il deal ha fatto contente tutte le parti coinvolte nell’affare. «Per Gazprom è andata bene. Qualora Sibneft fosse stata venduta a un’asta internazionale, il costo dell’ex compagnia di Abramovich sarebbe stato molto più alto», ha dichiarato all’agenzia «Reuters» Bill Browder, chief executive alla Hermitage capital management. Ma neanche Abramovich deve rimpiangere più di tanto la perdita del suo "reame" petrolifero: l’accordo con il Cremlino ha di fatto legalizzato le proprietà, acquisite per vie non sempre legali durante le controverse privatizzazioni di massa degli anni 90. Contento anche il Cremlino: il take over rafforzerà il controllo del presidente Vladimir Putin dell’industria dell’energia, il motore dell’intera economia russa. Infine le massicce esportazioni petrolifere permettono al Cremlino di rimborsare in anticipo il debito estero del Paese.

Per finanziare l’acquisizione Gazprom aveva ottenuto la scorsa settimana da un pool di banche internazionali (Amro, Dresdner Kleinwort Wasserstein, Citigroup, Morgan Stanley, Goldman Sachs, Credit Suisse) un prestito-record di 12 miliardi di dollari. Cinque miliardi di dollari dovrebbero essere erogati sotto forma di un prestito ponte a breve termine, da utilizzare in attesa dell’arrivo dei 7,3 miliardi di dollari dalla compagnia petrolifera Rosneft , tramite la quale lo Stato russo aveva acquistato in giugno quel 10,7% che gli manca per possedere la maggioranza delle azioni Gazprom. La parte restante del credito potrà essere ripagata con la vendita di bond.


Vladimir Sapozhnikov