MOSCA - «Non è mia intenzione rimanere al Cremlino all’infinito». Vladimir Putin ha respinto ieri l’ipotesi di un suo terzo mandato presidenziale, passo che implicherebbe una revisione della Costituzione del Paese. «Non considero appropriato introdurre alcuna modifica alla Legge fondamentale», ha dichiarato ieri in un programma televisivo, nel corso del quale ha risposto in diretta, per circa tre ore, alle domande dei propri connazionali. Il presidente russo non si ricandiderà ma ha fatto intendere che non lascerà la grande politica nemmeno dopo la scadenza nel 2008 del suo secondo e ultimo mandato: «Troveròil mio posto nell’ordine delle cose», ha sottolineato il 52enne leader del Cremlino, scatenando una ridda d’ipotesi sul suo possibile successore.
La «stabilitàpolitica ed economica del Paese», la sicurezza del popolo russo: sono queste, secondo Putin, le principali conquiste del suo Governo. Anche nel 2005 la crescita economica, aiutata dalle massicce esportazioni petrolifere, non dovrebbe essere inferiore al 6 per cento. I risultati economici incoraggianti e la popolarità di Putin, hanno spinto alcuni governatori regionali a lanciare l’idea di un referendum popolare, indispensabile per modificare la Costituzione che attualmente limita la presidenza russa a soli due mandati.
Ma Putin ieri ha respinto l’idea del referendum, così come aveva già scartato le proposte di creare uno Stato unico con la Bielorussia, oppure di trasformare la Russia in una repubblica parlamentare sul modello italiano, cose che automaticamente azzererebbero il "contamandati" del presidente russo. Allo stesso tempo l’intrigante commento di Putin riguardo alla propria carica politica dopo il 2008 - «su questo vorrei mantenere una certa suspense», ha detto - ha permesso di ipotizzare che il presidente intenda conservare una certa influenza politica, probabilmente tramite un proprio successore.
In base alla riforma accentratrice, voluta da Putin nel 2004, i governatori regionali non sono più eletti dal voto popolare, ma vengono nominati direttamente dal capo dello Stato. Putin starebbe già scegliendo un proprio delfino tra l’élite regionale. «Voglio creare un ambiente politico tale da permettere ai giovani leader di farsi strada», ha dichiarato Putin.
L’attacco politico contro il miliardario Mikhail Khodorkovskij, che non aveva fatto segreto della propria intenzione di candidarsi alle presidenziali del 2008, ha stabilito i limiti della tolleranza di Putin: il leader russo vorrebbe evitare la ripetizione dell’esperienza ucraina, dove lo scorso dicembre i risultati "truccati" del voto provocarono una rivolta popolare.
La corsa al Cremlino è già cominciata. Mentre gli esperti non escludono la possibilità della scarcerazione anticipata di Khodorkovskij, condannato a otto anni di campi di lavoro in Siberia, l’ex primo ministro Mikhail Kasianov, silurato da Putin nel marzo 2004, ha annunciato l’intenzione di candidarsi.
Vladimir Sapozhnikov