Beretta in rotta verso Mosca

Antonella Scott
MOSCA. Dal nostro inviato
Una joint-venture in Russia per produrre armi sportive e da caccia, ma anche pistole per i servizi speciali e per la polizia: Serghej Chemezov, il potente direttore generale della holding Russian Technologies, ha parlato ieri a Vladimir Putin di trattative in corso con Beretta: l'azienda italiana, si augura Chemezov, «programma di avviare la produzione congiunta già all'inizio del prossimo anno».
Chemezov ha aggiunto che obiettivi saranno sia il mercato interno russo sia l'esportazione, anche in repubbliche ex-sovietiche: mercati, sottolinea Dmitrij Litovkin, analista militare di Izvestija, che per la Russia sarà più semplice aprire ai partner italiani.
Da parte di Beretta non vengono commenti al riguardo, ma si conferma l'importanza strategica del mercato russo e l'interesse a rafforzare i rapporti in un paese dove l'azienda italiana, sul fronte commerciale, e già presente attraverso la consociata Russian Eagle.
Stando a quanto detto da Chemezov, sede della joint venture sarà Izhevsk, capoluogo dell'Udmurtia, una regione a est di Mosca, verso gli Urali: la patria del più famoso fucile d'assalto russo, dove ancora vive il suo inventore, Mikhail Kalashnikov.
Qui, secondo quanto comunicato ieri a Putin, il conglomerato statale sta però avviando una ristrutturazione del settore delle armi da fuoco, concentrando la produzione su due gruppi – Izhmet e Izhmash – e trasformando in parco industriale l'area occupata da un terzo nucleo, Molot, nella vicina regione di Kirov. Controllato anch'esso da Russian Technologies, Molot e il gruppo che ha subito più di tutti il crollo degli ordini: nel corso del 2009, negli impianti di Molot si e lavorato soltanto un mese.
Riconversione e la soluzione tentata da Chemezov: «Intendiamo orientare Molot su altre produzioni. Non abbiamo abbastanza ordini per le tre imprese». Uno dei progetti su cui si sta lavorando riguarda altre joint-venture con societa straniere, una tedesca e una finlandese, per la produzione di mini-impianti per la cogenerazione di calore ed elettricità.
Da parte sua Putin ha messo l'accento sul fatto che tutte le imprese in questione avranno bisogno di sostegno finanziario da parte dello stato e delle banche: «Vi chiedo – ha detto il primo ministro russo – di non abbassare l'attenzione e di non perdere tempo: ne abbiamo poco».